mercoledì 22 settembre 2021

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Il presidente Gravina, lancia la riforma del calcio. La bozza

Il presidente Gravina, lancia la riforma del calcio. La bozza Il presidente Gravina, lancia la riforma del calcio. La bozza

Gabriele Gravina, presidente della Figc legatissimo all’Abruzzo dato il suo profondo rapporto con Castel di Sangro, ha partecipato come ospite d’onore a Pescara alla presentazione del calendario dell’Eccellenza abruzzese.

Il massimo esponente del calcio italiano ha lanciato la riforma del calcio: “Girando l’Italia in lungo e in largo, tutti mi chiedono di riformare il calcio. Perché così non va.”

Due i pilastri che seguirà Gravina per la riformare il calcio: sostenibilità e stabilità dello sport più amato dagli italiani e nel prossimo mese porterà la riforma in Consiglio federale.

Il presidente determinatissimo nel portare a casa il progetto di riforma ha lanciato chiari avvertimenti anche alla classe dirigente federale e ai vari portatori di interessi: “La riforma va fatta e per cambiare occorre che la dirigenza abbia coraggio, intelligenza e determinazione. Ovviamente mi aspetto resistenze, ma non le temo. Qualora i dirigenti non mi seguiranno convocherò senza indugio anche un’assemblea straordinaria dove sarà chiamata a votare la base”.

La riforma secondo l’ultima bozza, visionata da Milano Finanza, prevede una complessa riorganizzazione del calcio italiano che dovrebbe concludersi nella stagione 2023/2024.

Il piano prevede una cura dimagrante del calcio professionistico, che passerebbe da 100 a 60 club, rafforzando la tenuta economica del sistema. La Lega Pro verrebbe scissa in due campionati: Serie C Elite e Serie C. Il professionismo coprirebbe quindi Serie A, Serie B e Serie C Elite, tre campionati composti da 20 squadre ciascuno. Le restanti 40 squadre di Lega Pro andrebbero a formare la nuova Serie C, composta da due gironi da 20 club e appartenente alla nuova categoria del semiprofessionismo.

Nella medesima area confluirebbe anche la neonata Serie D Elite, un campionato da 54 società suddivise in tre gironi.

La Serie D rimarrebbe invece nella futura categoria dilettanti nazionali che includerebbe 144 club ripartiti in 8 gironi con 18 partecipanti. Sul tema delle promozioni non sembrano contemplati playoff e playout per la promozione e la retrocessione dalla Serie A. Se ne riparlerà nei prossimi giorni, l’obiettivo è trovare la soluzione più opportuna allo scopo di garantire maggiore sostenibilità e stabilitò del sistema.




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