Advertisement

L’Abruzzo prende le distanze dalla Virgo di D’Arcangelo: no al progetto Caramanico terme

Dopo il clamore mediatico sollevato dal caso Virgo-Santanchè, l’ente regionale boccia il piano di rilancio, presentato dalla Virgo, per le Terme di Caramanico

L’Abruzzo si smarca dalla Virgo Holding Spa di Altair D’Arcangelo dopo le recenti puntate di Report sul caso Virgo-Santanchè, che hanno coinvolto direttamente il fondatore della società. A seguito dell’ondata mediatica, sono arrivate numerose prese di distanza nei confronti di Virgo.

Il rettore dell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti ha ufficialmente preso le distanze dal progetto Teti (clicca qui). Inoltre, è sfumato l’acquisto del Palazzo De Mayo di Chieti (clicca qui), che la Fondazione bancaria proprietaria dell’immobile ha preferito affittare a istituzioni e fondazioni private, escludendo di fatto Virgo, che in passato aveva espresso interesse per l’acquisizione dello stabile, sorvolando poi sul giallo della proprietà del Chieti calcio (clicca qui.)  

A queste notizie si aggiunge oggi la bocciatura da parte della Regione Abruzzo del piano industriale proposto da Virgo per il rilancio delle Terme di Caramanico. L’Agenzia regionale dei grandi appalti ha dichiarato che l’offerta presentata non soddisferebbe l’interesse pubblico, poiché il piano operativo di Virgo non prevederebbe pienamento lo sviluppo dell’attività termale. Da una prima analisi della documentazione emerge che la società puntava a utilizzare le acque termali per la produzione di derivati cosmetici come fanghi, creme e spray, piuttosto che per il rilancio delle attività tradizionali del complesso termale.

Le Terme di Caramanico, chiuse da cinque anni a causa di un fallimento che ha generato un debito di 25 milioni di euro, sono state più volte messe all’asta senza successo.

Ma qui si apre il capitolo documentale: inizialmente la società nel carteggio non aveva fornito il certificato antimafia, che solo successivamente è stato integrato. Mentre di recente la stazione appaltante ha riscontrato l’irregolarità nel DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) riferito a settembre 2024.

Se in un primo momento Virgo era stata ammessa con una valutazione positiva, ora, con il DURC scaduto e un piano termale preminente che manca, la stazione appaltante sembrerebbe aver escluso l’impresa dalla procedura di assegnazione. La società avrà comunque la possibilità di far valere le proprie ragioni rispetto all’esclusione, ma il quadro attuale suggerisce un netto raffreddamento nei rapporti tra Virgo e le istituzioni abruzzesi. Che il vento possa essere cambiato sembra evidente.