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Ancona, la rinascita del sogno biancorosso: Guerini e Gadda alla guida di un nuovo capitolo

L’Ancona riparte dalle ceneri dell’ennesimo tradimento, ma lo fa con la forza della storia e con due uomini che hanno già scritto pagine indimenticabili per il club biancorosso. Dopo l’amara delusione causata dall’abbandono del patron malese Tiong, che ha lasciato la squadra senza l’iscrizione al campionato, la città di Ancona si è trovata nuovamente a dover ricostruire, partendo dal basso. Ma questa volta, la rinascita ha il volto di due leggende: Vincenzo Guerini e Massimo Gadda.

 

Erano trascorsi solo diciotto giorni dall’assemblea pubblica in cui il sindaco Silvetti e l’assessore Berardinelli avevano promesso al popolo biancorosso una rinascita calcistica. Ancona era ancora frastornata, ferita, ma non sconfitta. La risposta della città è stata immediata: testa bassa e pedalare, con la determinazione di chi ha già superato tanti ostacoli e non si lascia abbattere. E così, la caccia agli imprenditori, la definizione di un budget, e il lavoro incessante per garantire l’iscrizione alla Serie D hanno portato alla svolta decisiva.

Guerini, l’uomo che trentadue anni fa portò per la prima volta l’Ancona in Serie A, torna ora come presidente, con l’obiettivo di ridare alla squadra e ai tifosi quel sogno che lui stesso contribuì a realizzare. Al suo fianco, in panchina, ci sarà Massimo Gadda, il regista che Guerini aveva scelto come perno del suo centrocampo negli anni d’oro del club. Insieme, avevano condotto l’Ancona a una cavalcata memorabile, culminata in una finale di Coppa Italia che, seppur persa contro la Sampdoria, rimane impressa nella memoria collettiva della città.

Ma questo non è solo un ritorno nostalgico. Guerini e Gadda sono qui per un progetto concreto, per costruire dalle fondamenta una società solida e capace di guardare al futuro senza paura di nuovi crolli. Con loro, lo staff tecnico comprende Francesco Ancarani come direttore generale e Pietro Tamai, ex Rimini e Sammaurese, nel ruolo di direttore sportivo.

In un’intervista recente, Fabio Lupo, ex centrocampista dell’Ancona, ha sottolineato l’importanza di non avere l’ossessione della promozione immediata. “L’Ancona deve creare una società con basi solide, capace di autogestirsi,” ha detto, riflettendo su un passato in cui la stabilità era la chiave del successo. E Guerini, ascoltando quel consiglio, si prepara ora a dare nuova vita alla squadra, con la consapevolezza che questa rinascita non è solo una questione di calcio, ma di orgoglio, di appartenenza e di un sogno che la città di Ancona non vuole più veder svanire.

 

Guerini e Gadda, due totem del calcio dorico, tornano insieme per riscrivere la storia. E questa volta, Ancona non è sola: tutta la città è pronta a sostenere questo nuovo capitolo, con il cuore e con la passione di chi sa che il calcio può essere una metafora perfetta di una rinascita, fatta di fatica, determinazione e, soprattutto, speranza.