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Mosconi: ‘Con gli squadroni ci esaltiamo, non abbiamo paura di nessuno’

L’intervista esclusiva al tecnico di Contigliano, autore del miracolo cremisi.

C’ era una volta una piccola squadra color cremisi, che sorprendentemente si ritrovava a lottare per vincere il campionato. Altro che Cenerentola o Biancaneve, quello che sta accadendo nel Girone F è una trama che i fratelli Grim avrebbero trattato per una favola senza uguali. Non il Notaresco, non la Samb, non il Fano, non il Trastevere e neanche il Pineto: ad oggi l’anti Recanatese è il Tolentino. Il club del presidente Romagnoli con la vittoria contro il Notaresco al Savini è ora a -5 dai leopardiani ed è la squadra che più ha fatto meglio nel girone di ritorno. A cinque giornate dal termine sognare non è che sia lecito, di più. La redazione di Atuttocalcio.tv ha voluto sentire l’autore del miracolo Tolentino, l’allenatore Andrea Mosconi. Nella stagione 18/19, il tecnico di Contigliano scese in Eccellenza vincendo il massimo campionato regionale proprio con i cremisi e negli anni successivi è riuscito a mantenere i marchigiani nel massimo campionato dilettantistico. Assieme a Mosconi cerchiamo di capire che tipo di stagione è quella attuale.

Mister, partiamo dalla domanda che chiunque farebbe a lei in questo momento: qual è il segreto del Tolentino?

Sudore, sacrifico, la voglia di migliorarsi giorno per giorno. Di allenarsi duramente e dare sempre tutto in campo.

Effettivamente la compagine cremisi da quando è allenata da lei ha sempre mostrato carattere e connotati battaglieri. Quest’anno però si è superata ogni rosea aspettativa, se si considerano le tante squadre che avrebbero dovuto lottare per il salto di categoria. Come mai c’è stato questo exploit?

C’è da considerare innanzitutto che l’anno scorso è stata una stagione atipica, perché ogni anno abbiamo sempre fatto bei campionati. La realtà è che i soldi non contano, le squadre si costruiscono con ben altri valori. Quest’anno abbiamo trovato validissimi interpreti e le cose sono andate tutte per il meglio. Quando incontriamo squadre economicamente più forti di noi, ci esaltiamo. A Tolentino si è costruita una vera e propria famiglia: a partire dai magazzinieri e dagli altri collaboratori. Siamo un gruppo unito, la società ci ha sempre spalleggiato anche nei momenti difficili e l’unità di intenti si vede anche da queste cose. Non abbiamo paura di nessuno. Siamo una sorta di armata Brancaleone che se la vuole giocare con chiunque.

Quali sono stati i giocatori che nel corso della stagione sono maggiormente cresciuti e che possono ambire al professionismo?

Probabilmente almeno 4,5 potrebbero essere pronti perché sono cresciuti sotto il punto di vista mentale. I ragazzi sono forti, abbiamo una delle difese migliori d’Italia. Sicuramente su alcune scelte di gioco c’è ancora da migliorare, ma la strada non può che essere quella giusta.

E a proposito di professionismo, pensare ad un Tolentino in lotta per il primo posto assieme alla Recanatese è una roba così assurda?

In questo momento sarebbe assurdo pensare il contrario. Abbiamo vinto in campi impossibili, ovviamente se la Recanatese vincerà il campionato non potremo che fare loro i complimenti, ma deve vincere in quei campi in cui noi ci siamo imposti. Non ci poniamo limiti, ma dobbiamo pensare soltanto a noi e giocare ogni gara a tremila.

A lei invece, le piacerebbe di approdare in C a prescindere da Tolentino?

Non sta a me deciderlo. Sarebbe certamente gratificante perché significa che qualcuno mi ha capito. Si raccoglie quello che si semina.

Rapporto con il presidente Romagnoli?

Ottimo. Come ho detto anche in precedenza la società non ci ha fatto mai mancare nulla. Il Tolentino è calcio pulito. Io avevo lasciato ambienti di C perché ero stufo di quel tipo di calcio e scesi in Eccellenza perché qui ho rivisto i veri valori del mondo pallonaro.

 

Con il Chieti che gara sarà?

Hanno fatto bene anche loro nel girone di ritorno e come noi giocano con il 3-5-2. Sarà una gara molto difficile, ma in questo momento possiamo giocarcela tranquillamente anche contro la Juve che non avremo paura.

 

A breve recupererà qualche giocatore?

Recupereremo tre squalificati, peccato che non ci sarà Zammarchi, ma a prescindere da chi avremo a disposizione, giocheremo con il coltello tra i denti.

Pierluigi Trombetta