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Il calcio si ferma ma non nel ‘capriccioso’ Lazio! Zarelli nel mirino?

Se non è una vera e propria figuraccia quella del Comitato Regionale Lazio e dei suoi dirigente a partire dall’ultra ottuagenario presidente Zarelli (in foto) con tutto il consiglio direttivo regionale, poco ci manca. 

Quando tutto il calcio si è fermato per i problemi legati al Covid, quando anche la serie A, pur di giocare ha dovuto rivedere il numero di spettatori allo stadio pur di non chiudere, quando Serie B, Lega Pro e Serie D hanno fermato i campionati, quando anche il 80% delle altre Regioni hanno deciso di fermarsi, il Comitato Regionale Lazio è andato avanti.

Ma come è andato avanti ? A vedere i numeri delle gare in programma domenica 9 gennaio e quelle pochissime giocare si potrebbe parlare di una mozione di sfiducia verso chi ha il dovere “calcistico” di rappresentare le società e di organizzare i tornei.

Di fatto le società calcistiche hanno deciso di non giocare: o perchè fermate dal Covid o in segno di dissenso verso la decisione del Comitato. Tante squadre infatti nelle serie minori non hanno disputato le gare come da calendario.

In molto si domandano, cosa si è voluto dimostrare con questo “capriccio” del Lazio?