Torniamo a parlare di diritti TV con la posizione assunta della LND Abruzzo guidata dal neo presidente Ezio Memmo.
Come abbiamo riportato in un recente articolo, per il massimo rappresentante delle società abruzzese la linea è tracciata: “La Lnd Abruzzo rimane sulla sua posizione: bando ed assegnazione sono corretti” (clicca qui per approfondire: I diritti tv di Eccellenza valgono 180.000 €; alla LND 16.250 € (-4.000 €))
Questa intransigente posizione già duramente stigmatizzata dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, che sintetizzando afferma senza mezzi termini che il bando: “Viola la legge e va cambiato” (clicca qui per approfondire) registra una escalation e sale a livello nazionale.
L’Unione Stampa sportiva Italiana, si è confrontata a livello nazionale sulla correttezza del bando sui diritti tv della Lnd Abruzzo, ed oltre a trovarlo “contro legem”, critica in maniera netta il voler tenere a tutti i costi la posizione da parte del presidente Memmo.
Per i giornalisti sportivi nazionali il bando viola la legge in maniera lampante. “Nell’incontro avuto prima della vostra intervista con il presidente Memmo lo abbiamo detto a chiare lettere al presidente che il bando è in contrasto con la normativa vigente e lui ci aveva anche assicurato che si sarebbe attivato in merito.” Così il consigliere nazionale Walter Nerone, che prosegue: “Memmo dice che si fa così dal 2008? Non lo so, mi occupavo d’altro. Se anche fosse non cambia nulla, ci sono leggi e sentenze emanate nel corso degli anni che fissano paletti ineludibili. Ma qui parliamo del regolamento di quest’anno e su questo come Ussi nazionale, a cominciare dal presidente Coppola, abbiamo idee precise e nettamente in contrasto con quelle del dottor Memmo.” Insomma l’Unione stampa sportiva italiana sottende al fatto che per Memmo, edotto della grave violazione, il rispetto delle regole sia un dovere istituzionale, morale e nel segno dei valori dello sport e che quindi questa sterile prova di forza debba essere disinnescata.
“C’è anche una sentenza della Corte di giustizia europea che lo dice chiaramente: non si può comprimere il diritto di cronaca con l’assegnazione dei diritti TV. In tutta Italia per i dilettanti lo sfruttamento dei diritti tv finisce alle ore 20/20.30, fa eccezione solo l’Abruzzo, che violando la legge, sposta l’orario alle ore 22.15.” Così il delegato nazionale ai rapporti con LND dell’USSI sottolinea come: “Il Comitato abruzzese ha una deroga per la gestione autonoma dello sfruttamento economico dei diritti TV ma non può assolutamente violare la legge, fonte primaria del diritto, derogandola con una circolare. Questo è il nostro assunto e non vogliamo che venga assolutamente travisato da chicchessia.”
Dichiarazioni che aggiungono così altra polvere esplosiva sull’affaire dei diritti tv in Abruzzo che finora non erano mai stati nell’occhio del ciclone.
La Lnd Abruzzo oltre ad aver fatto le sue scelte accettando l’offerta meno vantaggiosa da un punto di vista economico, è accerchiata da dichiarazioni al vetriolo da parte dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, dell’Unione Stampa Sportiva Italiana e da due emittenti televisive: Telemax e di SuperJ.
In verità quest’ultima, dopo aver fatto “il diavolo a quattro” in un primo momento, ha assunto una posizione meno esposta, mentre Telemax convinta della “illegittimità” del bando continua a considerarlo inesistente mandando in onda i servizi del Campionato di eccellenza con le stesse modalità dello scorso anno: prima delle 22.15.