Il 10 settembre alle 18 a Pescara, la Lnd Abruzzo, presenterà i calendari di Eccellenza per la stagione che sta per avviarsi alla presenza del presidente FIGC Gravina. Ma la notizia ghiotta e che in quella occasione sarà esposta la Coppa degli Europei 2020 vinta nella finale di Wembley. Sarà una delle primissime esposizioni del trofeo sul territorio nazionale.
Conosciamo meglio la Coppa.
Il suo approdo in terra tricolore è un vero e proprio ritorno a casa. Altro che “It’s coming home”, il controverso coro degli inglesi, drammaticamente diventato l’emblema di un’eterna sconfitta: il trofeo Herny Delaunay è italianissimo ed è prodotto dalla fabbrica Iaco Group di Avellino. Made in Italy dunque.
L’azienda, fondata, nel 1978 è da anni fornitrice ufficiale di tanti trofei che vediamo sollevare in Italia e in giro per il mondo, tra i quali la coppa della Serie A, la coppa Italia e quella della Nations League. E, appunto, della coppa Henry Delaunay, che in nostro capitano Giorgio Chiellini ha alzato a Wembley regalandoci un’emozione incredibile.
Il trofeo di Euro 2020 si chiama così in memoria dell’arbitro e dirigente francese Henry Delaunay, il precursore (ma non il realizzatore) del torneo. Negli anni ’20, Delaunay ipotizzò una competizione tra nazioni europee, ma il progetto rimase chiuso nel cassetto fino al 1960, quando lui era già passato a miglior vita da cinque anni.
L’evoluzione
Il trofeo rimase lo stesso fino all’edizione degli Europei del 2008, quando l’Uefa decise di modificarlo leggermente, commissionandone uno più alto di 18 centimetri e senza piedistallo.
L’ultima versione, alla “Sophia Loren”
La coppa vinta dagli azzurri di Roberto Mancini è il risultato finale dell’evoluzione. «L’ho realizzata più formosa, pensando alla nostra bellissima Sophia Loren. Curiosità: solo la Spagna e l’Italia hanno vinto il trofeo in entrambe le sue versioni.