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Eccellenza, che caos! Le opinioni di alcuni addetti ai lavori

Si è da poco conclusa la riunione tra i club di Eccellenza ed i vertici del calcio regionale, utile per capire la volontà delle società circa la ripartenza o meno del massimo torneo regionale (clicca qui). Ad oggi 6 squadre a favore del si.

Situazione ingarbugliata quella in mano al CRA, intenzionato a scegliere “o ripartiamo tutti o nessuno” (la proposta del Comitato Abruzzo, in caso di ripartenza a 20, prevedeva che la prima classificata al termine d’andata salisse in Serie D, 2 retrocessioni, play off e play out), ma impotente di fronte alla scelta della Federcalcio di “riavviare” l’Eccellenza in tutta Italia, dopo averne riconosciuta la valenza nazionale. Quanto accaduto in Abruzzo arriva a poche ore dalle scelte dei colleghi umbri (clicca qui) e piemontesi (clicca qui). Insomma, da Roma il segnale è stato chiaro:”Chi vuole riparte, altrimenti sta a casa“. In attesa della mail, che entro il pomeriggio di domani il CRA dovrà inviare a Roma con l’elenco definitivo dei club partecipanti, abbiamo raccolto le impressioni di alcuni addetti ai lavori, soddisfatti o meno.

Gigi Ridolfi (DS Avezzano):“Era giusto ripartire, abbiamo lottato per raggiungere questo scopo. Adesso ci aspetta un mini-torneo, duro ma nello stesso tempo avvincente”.

Guglielmo Bonati (Allenatore Delfino Flacco): “L’auspicio è quello di poter scendere in campo per dare la possibilità ai nostri ragazzi di fare attività controllata ed evitare che perdano passione ed interesse verso questo sport. La società non farà mercato nel rispetto dei propri tesserati, che in questi quattro mesi hanno mostrato professionalità e senso di appartenza. Ovviamente, tutte le richieste in uscita, se rappresenteranno un’occasione per i ragazzi, verranno valutate”.

Giuseppe Di Ferdinando (DG Torrese):“Vista la facoltà di poter decidere e al netto di retrocessioni, la società, a tutela dei propri tesserati, ha ritenuto opportuno fermarsi qui”.

Cristian D’Amico (Portiere Penne):“In questi mesi, nonostante le raccomandazioni di professionalità, siamo stati trattati come carne da macello, presi in giro da chi, invece, avrebbe dovuto tutelarci, ossia le istituzioni. Per molti, come il sottoscritto, questo sport non rappresenta un hobby, ma un lavoro che ci vede impegnati 6 giorni a settimana, spesso distante da casa. Tutti hanno parlato di salute, senza però chiedere il nostro parere. Stasera a pagare non sono soltanto i calciatori, ma anche gli addetti ai lavori. Chiudo con un pensiero amaro: i veri dilettanti si è dimostrato che non siamo noi”. 

Sarà comunque il Consiglio Direttivo della Lega nazionale Dilettanti, previsto per mercoledì 10, a decidere il format e le modalità della ripresa del campionto di Eccellenza in tutta Italia. Lo stesso organo potrebbe decidere di applicare l’eventuale tassa di “salvaguardia” della categoria.