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Giulianova, cosa va e cosa non va dopo Agnone: ora viene il bello

Il Giulianova, qui contro la Recanatese

La vittoria di Agnone sancisce il distacco tra il Giulianova con la stessa Olympia Agnonese e il Porto Sant’Elpidio.

Anche prima del match contro il Civitelle, i giuliesi sembravano avere una marcia in più rispetto ai molisani e ai marchigiani, ma ora la domanda che si pone è la seguente: basterà per salvarsi?  Assai complicato dare una risposta. Le due ultime in classifica sono ora a 10 punti, quindi adesso bisogna capire se gli uomini di Bitetto sono all’altezza delle compagini che sono davanti. Inizialmente si ipotizzava che a lottare assieme ai giallorossi ci fossero anche il Matese e il Tolentino. Ma i campani vengono da una striscia positiva impressionante e ora sono addirittura a -4 dai play off, avendo il doppio dei punti e due gare in più da recuperare rispetto agli abruzzesi. Anche i cremisi sono abbastanza lontani (25 punti con una gara in meno rispetto ai giuliesi) visto che hanno vinto 4-0 contro il Campobasso e ieri al Savini hanno bloccato sul 2-2 il Notaresco. Quindi la squadra di Mosconi ha totalizzato 4 punti con le prime due della classe. Anche l’Aprilia ha 25 punti e ieri ha rifilato un poker alla Recanatese, nello stesso campo in cui D’Anna e compagni hanno dovuto arrendersi nel finale ai leopardiani per 3-2. Al quintultimo posto attualmente c’è il Montegiorgio, con il Giulianova che essendo terzultimo, potrebbe considerarlo come sfidante in ottica play out. Ma ad oggi questo discorso non sussiste, sia perché manca praticamente un girone di ritorno, sia perché il distacco con gli uomini di Mengo attualmente è di 8 punti, per cui se finisse ora il campionato, il Giulianova retrocederebbe direttamente. Tra l’altro i rossoblu marchigiani (sconfitti in casa dagli abruzzesi), devono recuperare 3 gare. Le altre due squadre in zona play out sono il Fiuggi (che ha avuto delle difficoltà in questa stagione, ma ha le potenzialità per uscire fuori da acque avverse) e il Pineto che con la gara rinviata contro la Vastese, dovrà recuperare 8 gare. La squadra ora allenata da Pomante ha un bagaglio tecnico che gli consentirebbe di risalire in classifica.

Ma sicuramente la trasferta molisana ha dato un lume di speranza. Era una gara che si doveva vincere ed è stata vinta.  Bitetto può trarre indicazioni importanti da questa gara a partire da Barlafante. Già dopo il derby contro la Vastese si era capito che il talentino giuliese (e lo avevamo scritto, leggi qui), poteva essere un’arma in più per raggiungere il difficile obiettivo di confermare la categoria. Ieri, partito da titolare ha creato non pochi grattacapi alla difesa alto molisana. Barlafante si è procurato il rigore (perché l’unico modo per poterlo fermare era quello di atterrarlo), mettendo poi lo zampino sul gol di Paudice (gli ha praticamente confezionato un cioccolatino). Anche il partenopeo che in genere è tra i più contestati, è apparso in costante crescita. Ieri una doppietta e non su rigore, Bitetto ha detto di crederci e sicuramente si vede che sta lavorando con il giocatore. Ci sono poi degli aspetti da limare. Cesario deve essere servito di più, anche perché ha già segnato 2 gol, per cui potrebbe essere ulteriormente pericoloso. In fase di costruzione c’è stato qualche errore di troppo, dando più di una volta l’occasione all’Agnonese di ripartire in contropiede. Inoltre, ci si domanda come sia possibile rientrare in campo con un gol di vantaggio e stare sotto dopo soli 7 minuti giocati della ripresa. Bitetto ha spiegato in sostanza che la squadra fa fatica a carburare nei secondi tempi concedendo troppo all’avversario.  Questo aspetto deve essere rivisto poiché contro squadre maggiormente ostiche rispetto all’Agnonese potrebbe costare caro. Ora viene il bello, poiché al Castrum (dove sarà un caso ma contro la Vastese si è visto il miglior Giulianova a Giulianova) domenica ci sarà il Tolentino e poi mercoledì trasferta a Piedimonte contro il Matese. Due occasioni che per continuare a percorrere la strada della salvezza, il Giulianova non può sprecare.

Pierluigi Trombetta