Ezio Memmo mette i puntini sulle i per quello che concerne il discorso delle elezioni. La redazione di atuttocalcio.tv è stata l’unica ad aver specificato il meccanismo che portava ad essere ufficialmente un candidato e a concorrere per guidare un Comitato Regionale.
In parole povere per poter essere eletto, l’ipotetico candidato doveva farsi rilasciare 100 deleghe da parte di 100 società diverse così da poter concorrere ufficialmente al voto. Tanti candidati hanno raccolto molte più deleghe rispetto al necessario, in modo tale che il possibile avversario non potesse arrivare anche lui a quota 100 e costretto a ritirare la candidatura. Per renderlo ulteriormente chiaro questo concetto facciamo questo esempio: è un po’ come se in un campo di calcio si allenano due squadre, ma una delle due si appropriasse di tutti i palloni di allenamento non consentendo all’altra di allenarsi.
Il discorso dell’unico candidato ha accomunato molti Comitati regionali, anche quello abruzzese. Discorso sia chiaro legittimo, ma lo scontro in questo modo è venuto meno. Memmo ieri ospite di Lunedì Atuttocalcio (guarda qui), ha specificato come la sfida c’è stata sul discorso delle deleghe è che molte società avevano scelto di sostenere il suo progetto iniziato molto prima rispetto a quello di Rodomonti. Queste le sue parole:
“Il progetto Ezio Memmo parte da quattro anni fa. La sfida c’è stata, quando i presidenti hanno designato liberamente. Il progetto Rodomonti è nato un mese prima delle elezioni, la squadra è stata formata all’ultimo momento. E questo è un elemento che i presidenti hanno raccolto. Io fermarmi a 100? Il problema è un altro. Io preparo un progetto, le società aderiscono a un progetto, quindi io dovevo dire ai presidenti, fermatevi che io voglio un confronto? Molti presidenti hanno appoggiato la candidatura di Ezio Memmo, anche per il loro rispetto non potevo fermarmi. Io in questi anni ho saputo anche seminare.”
Pierluigi Trombetta