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Calcio dilettanti: ripartire a marzo o annullare la stagione?

Quale futuro per i campionati che vanno dall’Eccellenza alla Terza Categoria? E per quelli giovanili?. Al vaglio nuove ipotesi. Con il nuovo Dpcm, i già citati tornei, potrebbero riprendere a marzo per terminare con il solo girone d’andata, oppure lasciare strada ad una seconda ipotesi che è quella di annullare gli stessi?

Fino al 15 gennaio (come stabilito proprio dal DPCM) non si potrà tornare agli allenamenti di gruppo. Da quella data, poi, andrà calcolato un periodo di tempo, stimabile tre o quattro settimane, per riprendere allenamenti e preparazione. A ciò, inoltre, si dovranno aggiungere i giorni utili per il recupero delle gare non disputate prima dello stop forzato. A questo punto una ripartenza a marzo con i soli gironi di andata da giocare potrebbe anche essere l’unica via. Saltano (in buona sostanza) i piani di alcuni Comitati regionali che, prima di riprendere a pieno regime dal mese di febbraio, avrebbero voluto utilizzare quello di gennaio per i recuperi delle gare antecedenti lo stop forzato.

Questo significa che, prima del 15 febbraio, i campionati dall’Eccellenza in giù sopra citati difficilmente potranno ripartire; più probabile la prima o la seconda settimana di marzo (siamo sempre nel campo delle ipotesi). Tenendo conto, inoltre, che diversi club difficilmente allungheranno la stagione oltre il 30 giugno, si sta facendo largo l’ipotesi di concludere la regular season al termine del girone di andata per poi passare alla disputa di play off e play out (scelta saggia secondo lo scrivente. Le ipotesi avanzate dal CR Abruzzo, a riguardo, dimostrano senso di responsabilità e democrazia). Ripresa a marzo, ma non solo: c’è anche l’altra ipotesi (meno percorribile), che è quella di annullare la disputa dei campionati, salvo ripartire nel momento in cui ci saranno le condizioni di sicurezza per atleti e addetti ai lavori (molti dei quali, non va dimenticato, del calcio ne fanno la proria attività lavorativa). Secondo alcuni, infatti, non sarebbe giusto promuovere o far retrocedere dei club dopo aver disputato soltanto la metà delle gare previste dal calendario. Situazione ancora più delicata per l’Abruzzo, il cui girone unico di Eccellenza è il solo in Italia ad essere formato da 20 squadre. Inoltre, aggiungiamo, le 5 retrocessioni (almeno) previste per questa stagione potrebbero aumentare il malcontento di quelle società impegnate nella lotta per il mantenimento della categoria. Le stesse, da quanto filtra, qualora l’ipotesi di concludere il campionato dopo il girone d’andata diventasse concreta, vorrebbero quantomeno limitare il numero delle “condannate” a tre.