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Paterno in Promozione, esaminiamo la situazione

Esaminamo la procedura utilizzata dalla Lnd Abruzzo sui marsicani

Nell’ultimo periodo nel mondo del calcio dilettantistico a tenere banco sono stati i dissensi da parte del Paterno circa i criteri utilizzati dal CR Abruzzo per stipulare la graduatoria dei ripescaggi (leggi qui). Graduatoria dei ripescaggi che ha visto i nerazzurri arrivare terzi con un punteggio di 19, dietro a Villa 2015 (classificatosi primo) con un punteggio di 27, 55 e il Montorio ’88 (classificatosi secondo) con un punteggio di 24, 25. In precedenza il Paterno aveva palesato dispiacere sulle proposte che non sono del CR Abruzzo, ma della Lnd e ratificate dal Consiglio Federale, circa la retrocessione di una sola squadra di Eccellenza (leggi qui). Il direttore generale Remo Ruscitti ha più volte utilizzato la nostra testata per precisare che la scelta migliore sarebbe stata quella di congelare la stagione e di ripartire da capo l’anno prossimo con gli stessi organici (leggi qui) o di congelare la stagione e di ripartire a marzo 2021 (leggi qui).

Dunque è giusto precisare che la famiglia Di Gregorio e il Paterno società, per tutto quello fatto in questi anni meritano rispetto. Prima di questa stagione, qualsiasi club di Eccellenza temeva il Paterno sapendolo di affrontare. Quando per l’ennesima volta sfumava la Serie D (sempre per un pelo) tutto l’Abruzzo, anche chi non simpatizzava quei colori, era dispiaciuto perché si percepiva la passione e i sacrifici che il presidente Di Gregorio e la dirigenza tutta impiegava per arrivare nel massimo campionato dilettantistico.

Esaminiamo dunque la situazione. Sicuramente il Paterno rispetto alle altre ultime classificate dell’Eccellenza era un caso isolato visto che negli anni precedenti aveva partecipato a spareggi play off e alle fasi nazionali di Coppa Italia. Vero anche che era l’unica società ad aver militato negli ultimi cinque anni in Eccellenza rispetto al Villa 2015 e rispetto al Montorio che dopo anni illustri nel massimo campionato regionale è da due anni in Promozione. Ciò è stato valutato. Quindi un vantaggio rispetto al Villa e alle api, il Paterno l’aveva. Sicuramente altri Comitati regionali hanno utilizzato criteri diversi tra le retrocesse e le seconde classificate di Promozione. I criteri abruzzesi erano però già noti prima di fare la domanda di ripescaggio. Così come il CR Abruzzo non ha mai utilizzato punteggi per squadre che in precedenza hanno partecipato a fasi nazionali play off o di Coppa Italia. E se fossero stati utilizzati proprio quest’anno? Villa, Montorio e Sant, avrebbero avuto da ridire.

Da tenere in considerazione che fino allo scorso anno la compagine che si classificava all’ultimo posto, non aveva diritto alla domanda di ripescaggio, cosa avvenuta quest’anno visto l’evento epocale. Le squadre che retrocedevano via play out, prendendo ad esempio sempre la stagione 18/19 prendevano 3 di punteggio. Il Paterno ha avuto 8 come punteggio come retrocessa pur essendo arrivato all’ultimo posto. Il non avere un proprio impianto sportivo e un settore giovanile poi, ha influito.

La retrocessione del Paterno non è stata presa dal CR Abruzzo, ma dalla Lnd. Quindi il Paterno non è l’unica a essere penalizzata, ma ci sono 28 squadre arrivate ultime nei 28 campionati di Eccellenza, ad aver avuto la stessa sorte. Il Paterno è l’unica abruzzese a essere stata retrocessa, così come ci sarà una sola squadra retrocessa nelle Marche o in Liguria o in Valle D’Aosta. Anzi in altri campionati di Eccellenza ci sono state squadre ultime arrivate, che matematicamente potevano ancora salvarsi, mentre il Paterno matematicamente era già retrocesso, avendo totalizzato 5 punti in 30 partite.

La rabbia del club è assolutamente comprensibile specie per chi per anni ha lottato e portato avanti in modo ammirevole quei colori. E se davvero si vuole tornare in Eccellenza come ha dimostrato la domanda di ripescaggio, bene: che si costruisca una corazzata all’altezza del Paterno per provare a vincere la Promozione, quella corazzata che il presidente Di Gregorio ha sempre costruito e ci ha abituato ad ammirare.

Pierluigi Trombetta