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Promozione a tre gironi, parola a Mutignano e Real 3C Hatria

 

Dopo la proposta la Lnd Abruzzo di varare un campionato di Promozione a tre gironi, ecco i commenti di alcuni rappresentati delle squadre del Girone A di Promozione. Queste le parole del Dg del Mutignano Tiziano Romanelli:

“Noi siamo contrari anche perché così facendo i playoff non avrebbero senso. Da quello che ho sentito le vincenti dei 3 gironi avrebbero il diritto di andare in eccellenza mentre la vincente dei play off solo in caso di nessuna retrocessione dalla D avrebbe la possibilità di andare in eccellenza. E poi non ho capito come sarebbe il discorso delle retrocessioni. Una cosa è certa, tra tutte le scelte possibili per l’Eccellenza e la Promozione hanno scelto la peggiore e scontentato quasi tutti da quello che sento in giro.

In tutte le regioni e a livello nazionale si è preso come punto di riferimento la classifica al momento del blocco campionati mentre da quello che ho sentito in Abruzzo faranno diversamente e anche per i ripescaggi ci saranno delle graduatorie particolari. Noi siamo la migliore seconda in Abruzzo della promozione e in altre regioni saremo la prima ad essere ripescata in caso di posto per l’eccellenza ma in Abruzzo invece no perché probabilmente conta più la politica che il risultato.”

Questo invece il pensiero di Carmine Consorti, presidente del Real 3C Hatria.

“Sono stato tra quelli che aveva promosso questa proposta durante la riunione che ha avuto luogo dopo il lock down. Dissi che per risparmiare in una situazione di emergenza sanitaria, bisognava rispondere con un’altrettanta emergenza sportiva. Sono d’accordo, ma l’importante che questa iniziativa non diventi un motivo per utilizzare quelle risorse risparmiate per spenderli maggiormente per i rimborsi ai giocatori. Qualcuno potrà dire che noi stiamo comprando, no. Stiamo facendo una campagna acquisti parsimoniosa tenendo non un occhio, ma due occhi sui bilanci. Ripeto sono d’accordo per un campionato a 42, ma questo non deve diventare un motivo per decretare 6 o 7 retrocessioni, su questo no. Io penso bisogna arrivare nell’arco di due o tre anni ad una riforma dei campionati perché campionati a 13 o 14 squadre sarebbero assurdi in futuro. Bisogna evitare i turni infrasettimanali, specie per chi ha giocatori che lavorano e sarebbe un danno. Questo deve essere un motivo per iniziare una riforma dei campionati e deve essere ragionato in maniera condivisa con le società.”