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La Fasciocco’s band dopo15 tamponi dà un calcio al Covid e guarda al futuro

Avventura a lieto fine per la famiglia Fasciocco che vince la partita più importante, battendo il Covid-19. 
Fasciocco band's

Emiliano Fasciocco attaccante di razza, classe ’84, nativo di Morro D’Oro, esordisce a quindici anni nel massimo Campionato regionale abruzzese con la casacca morrese con la quale colleziona più di cinquanta presenze e due sudate promozioni fino alla C2.

Da lì il salto di qualità con l’approdo nella città delle “Fere” (la Ternana) in C1, per tornare poi, dopo un infortunio, in Abruzzo per esplodere con la maglia dell’Amiternina dove con appena undici presenze realizza nove reti. Il bomber teramano nel capoluogo si consacra diventando il pezzo pregiato del mercato estivo e così corteggiato da svariate formazioni, vestirà di seguito le seguenti casacche: Tossicia, Pontevomano, Casoli di Atri, Poggio Barisciano (dove contribuirà con una media realizzativa altissima), fino ad approdare, nel recente passato, nelle fila del San Gregorio.

In nerazzurro Fasciocco si conferma ancora una volta bomber da doppia cifra, ma anche qui dopo tre splendide stagioni, arriva il trasferimento nel mercato invernale a Pizzoli. Poche gare ed anche Fasciocco è costretto a fermarsi, così come tutti del resto, a causa del Covid19.

Ed è qui che iniziamo a raccontavi una vicenda diversa rispetto a quella che potete leggere solitamente su questo giornale sportivo. Si tratta di una storia in cui si toccheranno i valori più alti di una famiglia, la tenacia di un padre, la forza di una madre e quella di una intera collettività formata dalla Fasciocco’s band: le due gemelline, i parenti, gli amici veri e le persone care che quando serve ci sono.  

L’avventura inizia dalla scoperta della positività al Covid-19 della moglie di Emiliano: la forte e tenace Monica impegnata in prima linea presso l’ospedale di Teramo. 

Per la famiglia Fasciocco, arricchita dalla presenza delle due gemelline Camilla e Ginevra, si aprono cosi 50 lunghi giorni di buio totale, dove, a restare positiva è solo sempre Monica.

Emiliano che periodo è stato?

“È stato davvero un periodo difficile. Poter sconfiggere un avversario che non si degna di farsi vedere in faccia è emotivamente pesante. Abbiamo sopportato 15 tamponi, con tutte le ansie che ne derivano: nove per Monica, quattro per me e uno alle piccole, è un’esperienza che lascia il segno. Non dormi in attesa degli esiti, tutto scorre via senza un se’ … ma per fortuna, e non è retorica, siamo una famiglia con la effe maiuscola; in questo caso il vero attaccante della situazione è stata proprio mia moglie e non posso che esserne fiero. 

Dell’interminabile isolamento al quale siamo stati chiamati, potendo a malapena uscire in balcone, porterò il ricordo di aver scoperto il senso della famiglia. Con Camilla e Ginevra mi sono riscoperto da attaccante a modesto portiere – sorride Fasciocco – Ad oggi, martedì 9 giugno, posso dire che la partita più importante della nostra vita è stata vinta.

Monica ha finalmente sconfitto il virus e con lei anche noi. Ora non vediamo l’ora tutti, Monica, Camilla, Ginevra, e tutte le persone a noi vicine che ci hanno aiutato in tutto, anche a fare la spesa, di tornare a giocare a calcio nella normalità più assoluta”. 

Emiliano, dopo questa durissima prova, come vedi il futuro?

“Dopo aver sconfitto per 15 volte il Covid, benissimo. A breve vorrei allargare la famiglia con l’arrivo questa volta di un maschietto – ride – a cui potrei insegnare i valori e l’amore per il calcio. Il pallone ha occupato sempre una parte importante della mia vita ed anche in questo duro periodo gli insegnamenti del campo mi sono tutti serviti per superare questo momento nero che ci siamo lasciati alle spalle. Per il calcio giocato, quando si ripartirà, mi piacerebbe riiniziare da Pizzoli.”

Quanto vi raccontiamo, grazie alla preziosa testimonianza di Emiliano Fasciocco, dimostra quanto i valori più autentici del calcio siano gli stessi che fanno affrontare – e vincere – anche le partite più difficili della Vita.