Tra i giocatori più talentuosi di tutta la Serie D. Vittorio Esposito ha scritto una storia importante nel massimo campionato dilettantistico. Nel periodo di pausa noi di atuttocalcio.tv attraverso la rubrica “Raccontiamoli” avevamo descritto le qualità, le curiosità e gli episodi che riguardavano il Messi del Molise (leggi qui). ‘Chi lo assiste, torna a rivivere le sensazioni del calcio di un tempo, dove spasso e leggerezza padroneggiano quel mondo.’ Di certo, per uno cresciuto a pane e pallone, non sarà stato semplice stare per così tanto tempo lontano dal calcio. Proprio sul più bello tra l’altro. E si perché Espo e la Vastese, agli ordini di mister Silva, stavano risalendo in classifica ed erano non lontani dalla zona play off.
Vittorio, il calcio quanto ti manca?
Il calcio mi manca come l’aria, abituato per 10 anni ad allenarmi tutti i giorni più la partita la domenica. Poi di punto in bianco ti fermi e non sai quando puoi iniziare. Fa veramente male.
Questa esperienza a Vasto come la giudichi?
Con alti e bassi sono stato bene, venivo da un’operazione al piede e il mister Amelia mi ha dato fiducia e si è messo a disposizione per curarmi.
Con Silva al timone sembravate prossimi a conquistare i play off, un peccato la sospensione?
Si c’è anche un pizzico di fortuna perché mister Silva è arrivato quando avevamo partite più abbordabili. Però è vero, avevamo preso un bel ritmo e penso che i play off li avremmo fatti, un peccato fermarsi. Ma la salute prima di tutto.
Uscendo per un attimo nel contesto calcio, quest’anno non ha avuto luogo neanche la Corsa dei Carri, conosco bene la tradizione e che è sentita nei comuni del basso Molise, dura farne a meno?
Si, dura farne a meno. La corsa per noi di San Martino è molto sentita. La gente quei 4, 5 giorni guadagna perché c’è turismo. Ne risente tutto il paese. Le persone durante tutto l’anno fanno sacrifici, non correre il 30 aprile è stata una dura botta, allo stesso modo dei due mesi senza calcio.
Tornando al pallone, è ancora presto per parlare di futuro?
Qualcosina si muove dai. Ci teniamo pronti, però per il momento niente di che perché credo che sia ancora presto.
Pierluigi Trombetta