Ci avete mai fatto caso? Quando andate a guardare la classifica marcatori per vedere quanti gol ha segnato Manuel Pera, i vostri occhi puntano sempre verso l’alto. Sarà l’abitudine. E il più delle volte è quello che sta sopra a tutti. Ormai a Recanati, Pera è secondo soltanto a Leopardi.
Conosciuto in tutta Italia perché in tutta Italia ha lasciato il segno. Classe ‘84, Manuel è uno che sa cosa vuol dire fare la gavetta. È uno che è cresciuto (calcisticamente) da solo, che si è fatto le ossa partendo dal basso. Milita per 4 anni consecutivi in Prima Categoria, prima col Pian di Coreglia, poi il Mario Micheli e in ultimo il Barga, dove in 30 presenze segna 23 gol. Nel frattempo tra una partita e un allenamento, Manuel lavora al calzaturificio del papà.
Ma a 24 anni ci sarà la svolta. Si, perché l’anno successivo arriva la chiamata della Lucchese in Serie D che scommette su di lui. E avrà ragione. Ci fu un’amichevole proprio con i toscani e nonostante la differenza di categoria, Pera segnerà una doppietta. E allora il Ds Giovannini decide di testarlo. Grande idea.
Il treno passa una volta nella vita come si dice e questa non è la storia di un ritardatario, è la storia di uno puntuale che appena arriva l’occasione la sfrutta subito. Al primo anno nel massimo campionato dilettantistico Pera segna 16 gol. I toscani saliranno in C2 dove in 62 presenze segnerà 26 marcature. La stagione top nel professionismo arriverà nel 2011/2012 con la maglia del Poggibonsi dove sarà vice-capocannoniere con 18 gol fatti.
Dicevamo degli occhi puntati verso l’alto? Ah, si, Pera spesso e volentieri sta davanti a tutti. È stato per 3 volte consecutive capocannoniere di Serie D. Il primo anno con il Rimini nel girone D, 30 gol. Il secondo anno sempre nel girone D, stavolta con la maglia del Delta Porto Tolle Calcio dove mise a segno 28 reti. Il terzo nel Girone F, con il Matelica dei Galacticos. Oltre a Pera, c’era Titone, Vittorio Esposito, Boldrini e chi ne ha più ne metta. 22 le marcature, ma in classifica arrivò solamente (si fa per dire) un secondo posto. E in teoria i titoli di capocannoniere non sono 4 consecutivi, semplicemente perché nella stagione 17/18 Pera per quanto avesse segnato più di Dos Santos e Olcese (entrambi leader con 21 gol), aveva giocato per metà stagione nel girone E col Taranto e solo la seconda parte con la Recanatese. 24 reti in quella stagione, ma la seconda con la maglia giallo rossa fu un qualcosa di epico. 20 gol in 19 partite. No dico, 20 gol in 19 partite. La Recanatese fece una prima parte di stagione in zona play out, poi a dicembre fece un mercato di riparazione stellare, Pera in primis. La cosa bella era che si andava ad affrontare una squadra in zona salvezza, pur avendo la qualità da play off. Il pubblico del Tubaldi era sempre estasiato, cosa avverrà anche nei due anni consecutivi. Si perché passano gli anni, ma Pera è sempre lo stesso.
Un numero nove nato, anche se indossa sempre la maglia numero 7. Nel corso della sua carriera ha militato anche come esterno, addirittura come centrocampista. Di destro, di sinistro, ti segna in qualsiasi modo. Di testa poi, è tutto dire. Pera quando incorna, ricorda Bolt quando con nonchalance fa gli ultimi metri rimasti come se non avesse fatto nulla, anche se poi si parlerà di qualche record battuto. Il bomber dei leopardiani allo stesso modo ha un’impressionante tranquillità nel colpire la sfera, come se per lui fosse una cosa tanto semplice. Così come quando brucia gli avversari e loro neanche se ne accorgono. E poi che precisione, palla sempre in buca d’angolo. La stampa col suo nome ci gioca e parecchio, ma perché lui segna sempre. Della serie: “Recanatese rifila 4 ‘pere’ agli avversari.” E anche quest’anno era in cima alla marcatori con 16 gol per quanto mancavano ancora diverse gare e Maio era distante solamente di una marcatura. Le 4 pere le ha rifilate davvero, al Porto Sant’ Elpidio, gara finita 4-3. E proprio qui che vedi la versatilità di questo attaccante. La prima rete, dalla sinistra attacca la profondità, si accentra e segna col destro. In quello successivo, visto come è avvenuto il secondo gol, il difensore si aspetta uno scenario simile e invece, Pera non sterza verso destra, ma colpisce col mancino. Le altre due reti, due rigori, calciati in maniera identica e chirurgica.
Nonostante la sospensione, Manuel il segno lo ha lasciato anche quest’anno. Appena si ritornerà giocare statene certi: i nostri occhi continueranno a puntare verso l’alto per vedere se è in vetta alla marcatori.
Pierluigi Trombetta