Ormai è un mese da quando il calcio è fermo a causa del Coronavirus. In Promozione sarebbe rimasta una sola gara di campionato e probabilmente, L’Aquila avrebbe già il titolo in tasca visto l’ ampio margine che aveva acquisito dalle altre battistrada. Rossoblù primi in classifica, con il campionato che viene sospeso per causa di forza maggiore. Un esito che fa tornare in mente alla stagione di 11 anni fa, fermata a causa del catastrofico terremoto del 6 aprile.
Fino a quel tragico giorno, la stagione sportiva del club del capoluogo non era affatto negativa. Anche quella squadra voleva rilanciarsi dopo anni non esaltanti a seguito del fallimento del 2004. La stagione sportiva 2008/2009 sembrava quella giusta per tornare in Serie D. Era L’Aquila di capitan Villa, dei fratelli Bolzan, di Cicotello, Clementoni, De Filippis e Taribello. Tra i pali si ricordano Di Giammatteo e Di Giuseppe, in panchina Angelo Prospero subentrò a Di Pietro. Era anche L’Aquila di Marco Ianni, che divenne poi lo storico secondo di mister Cappellacci e in seguito entrò nello staff di Maurizio Sarri, con il Napoli, con il Chelsea e infine con la Juventus. In quella squadra c’ erano anche Nicola Di Francia, attuale capitano dei rossoblù, Maurizio Ianni in seguito capitano, allenatore e direttore dell’area tecnica, Luca Di Genova attuale Ds dei rossoblù. Si ricorda anche Pupillo, terzino fuoriquota piemontese che alloggiava al convitto e che la notte del sisma si salvò per miracolo. A dicembre partirono Coletti, Escobar, Francia e Di Francia e arrivarono dal Morro D’Oro Sparacio e Giuliodori oltre al già citato Taribello che subito si ambientarono nel gruppo. Quell’ anno arrivò la Coppa Italia di Eccellenza, il 25 febbraio a Fonte dell’ Olmo di Roseto, dove L’Aquila è tornata quest’ anno a giocarci vincendo 3-1 contro la Rosetana. Gli uomini di Prospero vinsero per 2-0 contro il Miglianico con le reti di Villa e Cicotello.
A due giornate dal termine, i rossoblù erano in testa con 64 punti a braccetto con il Miglianico. L’ ultima di campionato sarebbe stata proprio contro i teatini, ma non si giocò. Il terremoto delle 3:32 sconvolse L’Aquila e dintorni e il calcio passò necessariamente in secondo piano. Il campionato riprese il 26 aprile fatta eccezione per le squadre del comprensorio aquilano in piena emergenza post sisma. Il comitato Abruzzo visto il campionato svolto dagli aquilani e l’ impossibilità di concludere l’ annata, decise il salto di categoria nel quarto campionato nazionale.
Di conseguenza risultano due sconfitte a tavolino per i rossoblù che comunque ottennero la promozione d’ ufficio in Serie D come seconda classificata, mentre il Miglianico pareggiò con il Guardiagrele e vinse a tavolino contro L’Aquila, risultando vincitrice del massimo campionato regionale con 68 punti.
Nell’occasione venne dunque preso un verdetto “extra campo”. Di certo si trattava di una situazione diversa rispetto a quella attuale, perché era concentrata in un preciso territorio devastato dallo sciame sismico. L’emergenza Coronavirus è estesa in tutta Italia e per questo che il discorso dei verdetti a tavolino è più complesso perché dovrebbe essere impostato da tutti i comitati regionali. L’ attuale L’Aquila a differenza di quella del 2009 è nettamente al primo posto avendo collezionato 12 punti di vantaggio dal Mutignano e 17 dal Montorio 88, e già a inizio marzo appariva scontata una sua vittoria del girone A di Promozione e il ritorno in Eccellenza (pensate un po) a 11 anni dall’ ultima volta. Tutto è ancora in divenire sul discorso ripartenza e la speranza che il virus possa andar via presto, ma a prescindere dalla decisione che gli organi federali prenderanno, la stagione 19/20 resterà comunque nella storia visto il cammino svolto.
Pierluigi Trombetta