Ieri pomeriggio L’Aquila ha presentato (leggi QUI per i dettagli) il suo terzo main sponsor, la Dalmar di Mario D’Alessandro, che ha fornito al club 32 poltrone per le nuove panchine, assemblate con i pannelli di Piccolo Spazio Pubblicità raffiguranti lo skyline stilizzato dei monumenti cittadini. E poi la nuova “scenografia” di quello stanzone desolante che era definito sala stampa. Tre poltrone e un tavolo bianco col logo che hanno permesso di rottamare un tavolino sgangherato e un paio di poltroncine, tutti residuati di non si sa quale sgombero.
Non ci voleva granché, eppure all’Aquila a fare una piccola grande cosa come questa non ci era riuscito neanche il club dei milionari che aveva affrontato i play off per la B prima che si alzasse il tappeto sopra un mucchio di polvere tra debiti e ombre del calcio scommesse.
Ma quello che va davvero rimarcato è un modo inedito di fare calcio nel capoluogo. Un modo quasi responsabile e solidale di fare calcio. Nel senso che finalmente si destina una porzioncina del budget stagionale (faraonico per la categoria) per lasciare qualcosa alla collettività, a una struttura pubblica.
Ora sotto forma di panchine e attrezzature per la sala stampa, più in là, come dichiarato sulla pagina Facebook del club, con la realizzazione di “una rampa per l’accesso in curva per le persone disabili, cosa ad oggi non possibile allo stadio Gran Sasso d’Italia, impianto senza barriere inaugurato solo pochi anni fa”.
Una novità in totale rottura col passato, quando il budget stagionale o non veniva rispettato (la vecchia storia dei rubinetti chiusi a gennaio) oppure era totalmente assorbito dal costo lavoro della rosa. Figurarsi migliorare qualcosa di proprietà pubblica. E invece ora si riesce a guardare anche al futuro, soprattutto nell’ottica di lasciare a chi verrà qualcosa di più bello e funzionale. Una prospettiva resa ancor più intelligente da una riallacciata interlocuzione col Comune, proprietario della struttura, col quale tante migliorie avranno giocoforza un peso nella logica del dare avere e nei confronti del quale l’attuale gestione sta saldando tutti i debiti pregressi (18 mila euro di canoni).
Tutto ciò grazie alla intraprendenza e alla capacità commerciale dell’attuale dirigenza, che nell’occasione è riuscita addirittura a coinvolgere D’Alessandro, leader delle forniture sportive abruzzesi (tra le altre cose ha montato le sedute degli stadi di L’Aquila, Teramo e Pescara) ma scottato dall’esperienza nel capoluogo sotto la gestione Gizzi. Ma che, più in generale, è riuscita a coinvolgere tanti pezzi di città riuscendo a far passare il concetto di condivisione e partecipazione agli oneri di quello che è tornato ad essere un patrimonio cittadino.
Ecco, appunto, la città faccia tesoro guardando al passato e torni ad apprezzare stringendosi ancora di più attorno a una compagine finora inappuntabile anche sotto il punto di vista dei risultati sportivi. Che sia di buona speranza.
Alessandro Fallocco
IN BASSO ALCUNE FOTO DELLA PRESENTAZIONE DI IERI.


