La stagione calcistica è appena iniziata, eppure le squadre dilettantistiche della provincia de L’Aquila, si ritrovano ad dover risolvere la grana degli impianti sportivi. Problemi che noi di atuttocalcio.tv vi abbiamo raccontato molto da vicino la scorsa stagione, specie per quello che riguardava la Prima Categoria, ma non solo. A campionato inoltrato era difficile trovare una struttura idonea per lo svolgimento di un incontro.
Il San Gregorio, attraverso la propria pagina Facebook ha enunciato tutto il proprio malcontento su questa situazione che influisce non solo sui campionati di Eccellenza e Promozione, ma anche in quelli minori e alle scuole calcio. San Gregorio che proprio a causa delle ultime vicende legate all’ impiantistica, è costretta domani a giocare al “Gran Sasso” e non al “Cinque”.
Di seguito la nota
“Nel silenzio più becero si stanno attuando delle norme che nel giro di qualche anno faranno scomparire o ridimensionare drasticamente il numero di Società di calcio e, ancora più grave, le scuole calcio.
Soprattutto le società di terza, seconda e di prima categoria sono quelle più impotenti per quanto sta accadendo: attuazione alla lettera della norma sulla sicurezza come per i grandi eventi. La Questura, dunque, chiede ai Comuni, legittimi proprietari degli impianti sportivi, di rispettare molte norme. Le società sportive, di converso, dovranno fare i conti con procedimenti burocratici avvilenti: presentare la scia per ogni gara ufficiale , predisporre barriere e impedire l’ingresso di quei tifosi e famiglie, ancora entusiasti di seguire la squadra del proprio paese, quando si giocherà a porte chiuse.Il 98% degli impianti sportivi non potrà mai essere a norma al 100 % con tutte le certificazioni necessarie. Figuriamoci nei campetti di periferia.
E per mettere in crisi le società sportive viene chiesto loro anche il certificato di agibilità della struttura pena la chiusura dell”impianto, però, Se giochi a porte chiuse o con meno di 100 persone puoi giocare anche senza l’ agibilità. Ma non è che il problema è assicurare il servizio di ordine pubblico? Allora chiudiamo tutto a partire dalle scuole calcio dove vanno i nostri figli e nipoti! Portateli tutti ai centri commericali!”