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L’Aquila, salta tutto col gruppo Iannini. L’orgoglio dei tifosi.

Proprio alla vigilia del raduno salta la partnership tra L’Aquila e il trio di imprenditori Scopano, Iannini e Cimini. Si è dunque presto incrinato quello che doveva essere un rapporto commerciale finalizzato, al termine della stagione, all’acquisizione del club da parte degli imprenditori.

Prima le incomprensioni sulla volontà o meno di rilevare il club, tanto da spingere il Trust a sborsare i propri danari pur di sbloccare la situazione e accelerare il passaggio di consegne da De Paulis al nascente gruppo. Poi gli equivoci sul metterci la faccia o meno e sulla possibilità di limitarsi per il momento a finanziare il club rimandando l’acquisizione all’anno prossimo. Poi il solito balletto delle cifre delle contribuzioni personali, ridottesi da quelle menzionate in una prima fase di trattativa a circa un quarto del costo stagionale previsto. Da ultimo il malinteso sugli organici e, di base, su chi deve prendere le decisioni. Il tutto accompagnato da una buona dose di difficoltà comunicativa tra le parti, in un misto di orgoglio e vecchie ruggini.

Fatto sta che posizioni che seppur a fatica sembravano tutto sommato componibili, anche grazie alla mediazione di un Maurizio Ianni diplomatico oltre che tecnico, nelle ultime 24 ore sono diventate inconciliabili. La situazione è precipitata dopo l’incontro di ieri tra Eliseo Iannini e una rappresentanza del Trust che detiene il club. E neppure le telefonate successive sono riuscite a ricucire lo strappo. Da una parte la chiara volontà di indirizzare le scelte del club sull’onda del finanziamento personale in favore del club, dall’altra l’orgoglio di non sottostare alle decisioni altrui per cifre ritenute modeste dal direttivo dei tifosi proprietari.

“Se per quelle cifre dobbiamo sottostare a decisioni altrui dopo lo sforzo che abbiamo fatto per acquisire il club, preferiamo andare avanti da soli” avrebbero detto in buona sostanza i tifosi. Che in questi giorni si stavano dando un gran daffare per reperire nel tessuto commerciale e imprenditoriale cittadino risorse utili a rimpolpare il budget in maniera diretta e ulteriore rispetto agli apporti tradizionali della campagna abbonamenti e del botteghino domenicale. Sarà dunque vera autogestione sulla scorta degli apporti effettivamente cittadini, nella speranza di trovare quanto prima un gruppo imprenditoriale che possa dare una svolta vera. Insomma, per l’ennesima occasione L’Aquila volta la carta, con tanto orgoglio in più e qualche soldino in meno.