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L’Aquila-Jesina, Padovani: ‘Il massimo una tripletta per sbloccarsi. Vogliamo rimanere, ci diano garanzie’. Poi una dedica per ogni gol

Padovani col pallone della gara che si farà autografare dai compagni di squadra

Al primo gol è corso ad abbracciare Battistini che si sporgeva dalla tribuna. Al secondo ha raccolto l’ovazione del Gran Sasso, al terzo è andato a prendersi l’abbraccio della curva (o di quel che ne rimane). Al triplice fischio, invece, è corso a prendersi il pallone della gara. Perché, come tradizione inglese vuole, se segni tre gol il pallone te lo riporti a casa. Insomma, la copertina oggi è tutta per Ettore Padovani, che sfodera il modo migliore per lasciarsi alle spalle un periodo poco fortunato.

“Era importante vincere perché era una partita difficile – le prime parole di Padovani in sala stampa – Sbloccarsi con una tripletta è il massimo che potevo sognare, perché il gol mi è mancato e stava diventando un’ossessione. Ora mi sono sbloccato e spero di continuare così.

Alla proprietà abbiamo chiesto le garanzie per continuare a lavorare sereni – continua Padovani sulla delicata situazione societaria – Aspettiamo delle risposte per poter continuare a lavorare qui a L’Aquila, perché stiamo bene, il gruppo è unito e la volontà di tutti è quella di rimanere.

Il pallone lo stanno autografando i miei compagni – scherza Padovani sul ricordo della tripletta – Dediche? Un gol lo dedico alla mia famiglia, che è sempre con me. Uno alla squadra e allo staff tecnico che mi hanno sempre incoraggiato e l’ultimo lo lascio per me, perché non è stato un periodo semplice”. 

Alessandro Fallocco

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Ettore Padovani