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L’Aquila sciupa e il San Marino si prende il pari al 90′. Finisce 1 a 1, riparte la giostra sul futuro societario

Il capannello di sanitari e giocatori intorno a Cevoli

L’Aquila getta via due punti e resta appaiata in classifica al San Marino, che si conferma bestia nera dei rossoblù e il cui ultimo incrocio al Fattori finì sempre per 1 a 1, costando pure la panchina a un certo Giovanni Pagliari.

Poco da dire sulla gara, che si racconta col vecchio adagio del gol mangiato, gol subito. L’Aquila divora il raddoppio, il San Marino ci prova e alla prima e unica occasione trova il pareggio. D’altronde, i limiti alla lunga escono. E questa squadra, al netto di mala sorte, assenze e coperta un po’ cortina, di limiti ne ha due: la sterilità offensiva e l’incapacità di chiudere le gare. Punto. “Una bella incompiuta” l’ha definita Battistini. Peccato, perché per spirito e capacità di stare in campo L’Aquila meriterebbe le primissime posizioni. Una sorta di scherzo del destino per una città in cui sono piovuti miliardi di euro, che ha cullato legittimamente sogni di gloria e che invece si ritrova in D con un gruppo encomiabile che gioca senza società. 

Insomma, non importa poi granché del pareggio allo scadere e dell’incertezza di Farroni che, come a Matelica, costa caro. Applausi per tutti, perché il calcio è fatto anche di premesse e aspettative. Coi 390 spettatori (nuovo record negativo del Gran Sasso, cinque ospiti compresi) che hanno trascorso i novanta minuti della gara con gli occhi al campo e le orecchie ai bisbiglii sulla società e alle voci su cordate, acquirenti, bilancio, riunioni, contatti e mensilità. Insomma questo è il nodo del futuro rossoblù. Altro giro, altra corsa, con la riunione di martedì alle porte e uno scenario talmente confusionario e mutevole che diventa difficilissimo da decifrare (articolo a parte). 

La cronaca. Battistini, che deve rinunciare a Cafiero, opta per un 3-5-2 con la coppia di falsi nueve Valenti-Boldrini. Tra i titani Manolo Pestrin, vecchia conoscenza del calcio abruzzese guida il centrocampo, l’ex rossoblù Di Maio dirige la difesa.

Inizia in sordina il match, che inizia a diventare piacevole soprattutto nel finale di tempo, dopo il pauroso scontro di gioco che manda kappaò Cevoli e quando L’Aquila prende le misure del centrocampo. Al 29′ Brenci la piazza sul cross basso di Sieno, Fall con la mano di richiamo sventa. Al 42′ il destro a giro di Boldrini sembra disegnare la parabola giusta, ma sfiora il palo lontano. Al 43′ Di Maio sbaglia i tempi dell’intervento, Valenti se ne va ma appoggia troppo lungo per Ruci, che conclude su Fall in uscita. Battistini negli spogliatoi medita il cambio modulo per provare a pungere di più e all’11’ inserisce Ibe per Ruci passando al 3-4-3. E poco dopo è proprio il nigeriano ad alzare di testa sopra la traversa il cross di Valenti.

Passano sette minuti e sul palo che Valenti centra con un tiro cross Ibojo incorna e Ibe a due passi dalla linea la gira in rete per il vantaggio rossoblù.

Dopo il vantaggio Battistini torna al 3-5-2 inserendo Di Paolo per Boldrini. L’Aquila si abbassa lasciando campo al San Marino, ma punge in ripartenza. Al 38′ potrebbe chiuderla prima Valenti, che dopo la solita serpentina ubriacante spara alto invece di servire Di Paolo solo. Poi l’occasione veramente clamorosa capita al 40′ a Ibe, che tutto solo in area conclude a lato sul cross basso di Sieno. E puntuale al 44′ arriva la beffa: cross morbido dalla trequarti in area piccola, Farroni rimane tra i pali, Cinque si incunea e manda all’angolino. 

L’AQUILA – SAN MARINO 1-1

MARCATORI Ibe al 18′, Cinque al 44′ s.t.

L’AQUILA (3-5-2) Farroni; Pupeschi, Esposito, Ibojo; Marra (dal 45′ s.t. Buscè), Brenci, Steri, Ruci (dall’11’ s.t. Ibe) Sieno; Valenti, Boldrini (dal 26′ s.t. Di Paolo). (Rosano, Boninsegni, Sbarzella, Padovani, Fabrizi, Fermo). All. Battistini. 

SAN MARINO (4-3-1-2) Fall; Candolfi (dal 45′ s.t. Tamagnini), Cevoli (dal 27′ p.t. Zeqiri) (dal 41′ s.t. Guidi), Di Maio, Moretti (dall’11’ s.t. Ciurlanti); Gadda, Pestrin, Errico; Conti (dall’11’ s.t. Cinque); Zuppardo, Nappello. (Donini, Cevoli, Bardeggia). All. Orecchia.

ARBITRO Di Giovanni di Caserta.

NOTE spettatori Ammoniti Gadda, Candolfi, Pupeschi. Angoli 4-2.

Alessandro Fallocco