La settimana sarà cruciale. Quella scorsa si è chiusa con il segnale della proprietà che è tornata a raccogliere i soldi per il pagamento di una mensilità. Tutto come prima, però, visto che i quattro assegni raccolti da Chiodi, Mancini, Cipriani e Mililli (ha partecipato pur essendo uscito dalla compagine societaria) non sono stati versati nel conto del club rossoblù, perché Ranucci ha chiarito che non li avrebbe usati per il pagamento dei rimborsi, avendo ricevuto dall’ultima assemblea mandato a gestire la sola ordinaria amministrazione. Gli assegni, perciò, sono rimasti nelle mani della signora Chiodi, che in queste settimane si è ritrovata spesso delegata a trattare con Ranucci.
Discorso simile pure per il ritiro di Matelica. La proprietà ha effettuato un bonifico di 1.100 euro per il suo pagamento, ma Ranucci ha inteso non utilizzare quelle somme. Perciò il costo del bus sembrerebbe esser stato sostenuto dal solito gruppo di imprenditori tifosi che da settembre si sta sobbarcando tale onere, mentre all’albergo avrebbero fatto fronte il dg Aureli e il team manager Bastida con anticipi personali (se ne risentisse qualcuno, atuttocalcio è disponibile fin d’ora a pubblicare smentite o rettifiche).
Cosa succederà nella settimana in itinere? Ieri il Supporters Trust è tornato a reclamare chiarezza sollecitando sia l’amministrazione a un impegno diretto, sia la società: “Vorremmo sapere se i vecchi soci hanno le risorse per approvare il bilancio e ricapitalizzare – ha detto il presidente del Trust Marco Mancini – Con quali idee e con quali progetti”.
Nel frattempo Penzi (che lavora e frequenta la città) sembra abbia mandato segnali di logoramento e chiusura su un suo probabile ingresso, mentre sembra farsi ogni giorno più concreta la possibilità di una prosecuzione nella gestione ordinaria da parte della proprietà attuale, che ora sarebbe alla ricerca di forze fresche. In tal senso oggi il Messaggero riporta la possibilità che Fioravanti possa affiancare Chiodi. Ma potrebbe non essere il solo. Sulla cosa, ad ogni modo, le solite cortine fumogene che non aiutano a capirci qualcosa.
Il nodo, comunque, resta sempre quello dell’approvazione del bilancio. Che è slittata al 29 novembre ma che potrebbe slittare ancora se non si dovesse trovare una quadra tra la politica di bilancio di Ranucci e le intenzioni dei soci, che stanno predisponendo un piano di rientro ma che non gradirebbero affatto una perdita importante che li costringa ad una ricapitalizzazione lacrime e sangue. Motivo per cui non è escluso che qualcuno si stufi del tiro alla corda e abbandoni il gioco, nonostante ufficialmente ognuno continui a ribadire fiducia nell’altra parte.
Alessandro Fallocco