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Paolo D’Ercole, competenza e riconoscenza:’Grazie Angolana. Francavilla?Colpito dal progetto’

Il dirigente pescarese ad Atuttocalcio.tv racconta il suo passaggio dalla RC Angolana al Francavilla targato Candeloro
Paolo D'Ercole

Il panorama calcistico abruzzese, negli ultimi anni, ha dato prova di avere al suo interno dirigenti capaci, messisi in mostra nelle varie categorie, sia a livello professionistico che in quello dilettantistico. Tra di essi, sicuramente, c’è Paolo D’Ercole, attuale Segretario Genarale del nuovo Francavilla Calcio targato Gilberto Candeloro

Avvicinato dalla nostra Redazione, il dirigente adriatico, ha riavvolto il nastro di questo primo scorcio di stagione, che lo ha visto passare dalla Renato Curi Angolana al sodalizio giallorosso. 

“E’stata un’Estate “movimentata”-esordisce proprio D’Ercole-nella quale si sono mescolate mille emozioni. Mi riferisco, in particolare, al mio approdo al Francavilla (società tornata dopo oltre un ventennio sul palcoscenico della 4^Serie), convinto dalla bontà del progetto mostrato dal numero uno Candeloro e dai suoi collaboratori”. Da uomo di calcio, però, il dirigente non dimentica chi, a suo dire, lo ha messo in condizione di lavorare al meglio:” Non posso non spendere due parole nei confronti dell’Angolana. Approfitto di questo spazio per ringraziare Gabriele Bankowski, Sergio Spinelli e Franco Di Iulio per la fiducia che, due stagioni fa, hanno avuto nei confronti del sottoscritto; sarò a loro sempre grato”.  

Proprio l’Angolana, costruita dallo stesso D’Ercole in piena sinergia con la società e con l’ex DG Antonio Palladinetti, si è guadagnata in questa prima fase della stagione l’appellativo di rivelazione. Dopo 9 giornate del massimo torneo regionale, infatti, i nerazzurri, con 17 punti all’attivo, abitano la zona play off, in coabitazione con compagini (Giulianova, Chieti, Paterno e Sambuceto), che alla vigilia del campionato avevano obiettivi diversi rispetto a quelli dei ragazzi di Città Sant’Angelo. 

Con entusiasmo-prosegue D’Ercole-all’alba della stagione 2017-18, avevo accettato il nuovo percorso intrapreso dalla società, basato sulla crescita e la valorizzazione dei giovani provenienti dal florido Settore Giovanile. Quest’ultimi, con l’ausilio di qualche elemento d’esperienza, avrebbero potuto lottare per la salvezza. In sede di mercato volevo scegliere prima gli uomini e poi i calciatori, che avrebbero anteposto la voglia di mettersi in mostra (la cosiddetta “fame”) ai rimborsi. A loro ero riuscito a strappare una promessa: massimo impegno in ogni gara. Con un sorriso ed anche un pizzico di commozione, oggi, posso dire che sono stati di parola”.