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L’Aquila supera 2 a 1 l’Agnonese con dedica alla rugby e un messaggio alla città

Il solito abbraccio tra la squadra e i pochi presenti in curva

Nel giorno delle lacrime neroverdi (Battistini con la maglia dell’Aquila rugby LEGGI QUI), L’Aquila rossoblù supera con autorevolezza l’Agnonese e, aprendo uno spiraglio nelle nubi societarie, lancia un messaggio alla città attraverso le parole del proprio tecnico: “Lo sport è troppo importante dal punto di vista sociale in questa città – ha ribadito Battistini – Non si lascino le società al loro destino”. 

Per il resto c’è poco da dire: questo è un gruppo che non molla. Lo ha detto, senza retorica, anche il vice capitano e goleador d’occasione Niccolò Pupeschi. E poi è tutta questione di premesse. Davanti a una crisi societaria così evidente, con un gruppo che continua a giocare e a crederci, tutto passa in secondo piano. L’attaccante che cicca il gol prende applausi come poche volte è successo in città, il ragazzetto che sbaglia il controllo si rifarà alla prossima, il secondo passaggio sbagliato non è più una condanna in Cassazione come nel passato. Perché in fondo, se il quesito più ricorrente in tribuna è come siamo arrivati o come restino a L’Aquila giocatori come Boldrini, Valenti, Cafiero e tutti gli altri che di richieste ne avevano e ne avranno, non resta che applaudire a scena aperta un gruppo che ha ricevuto il primo bonifico grazie a una colletta, ma che in campo non lesina impegno e orgoglio. Un incredibile controtendenza per una piazza avvezza, negli anni passati, a giocatori che tiravano indietro la gamba al primo mese di ritardo, a kappaò interni da 2 fisso (perché paga bene!), a scioperi da “non è tutto oro quello che luccica” (cit. Gaetano Iannini nello sciopero del 29/03/2013, due mesi prima dei play off promozione). 

Peccato solo che dopo anni di disastri (sportivi, gestionali e morali), al Gran Sasso siano rimasti la bellezza di 452 paganti. Qualcuno si chiede ancora come sia possibile, altri invece s’affrettano a quantificare quante poche centinaia di biglietti in più basterebbero a pagare quasi interamente la “mesata”. Insomma, con uno sguardo al passato ed uno al futuro, peccato davvero.

La partita. Solito 3-4-3 per Battistini, che lascia però Ibojo in panchina e manda Pupeschi sulla sinistra della retroguardia. Attacco senior con Padovani tra Boldrini e Valenti. Bucci risponde con un 4-3-2-1 ordinato, che farà tanta densità nella parte centrale del campo e punterà molto nell’esperienza di Daniel Margarita, vecchia conoscenza del calcio abruzzese.

Parte come al solito bene L’Aquila, che colleziona tre calci d’angolo nei primi cinque minuti e un episodio dubbio su Valenti al 7′, che fa infuriare Battistini. Alza la testa l’Agnonese e al 16′ Margarita da buona posizione si vede deviato il destro in angolo da Pupeschi. Poi di nuovo predominio L’Aquila, con la rovesciata di Padovani che al 20′ crea grattacapi a Faiella, e al sinistro dello stesso attaccante che al 33′ controlla magistralmente il traversone profondo di Cafiero, ma si gira malissimo. Al 40′ ci prova pure Steri dalla distanza, palla di poco a lato.

La ripresa si apre con l’ormai consueto avvicendamento di Ruci per Brenci. Dieci minuti e L’Aquila spinge sull’acceleratore. All’11’ Sieno basso dalla sinistra, quasi all’altezza del dischetto arriva Valenti che di sinistro cerca il palo lontano calciando incredibilmente fuori. Un minuto dopo ancora il sinistro di Valenti, Faiella in tuffo spegne la traiettoria a giro. Poco dopo Cafiero verticalizza in area per Boldrini che ha la malizia e la velocità di coprir palla e farsi travolgere da Pejic per il rigore del vantaggio e la quinta rete dell’esterno rossoblù. 

Al 22′ Fabrizi riconquista palla e viene atterrato da Rullo, ammonito. Sulla punizione Valenti disegna un sinistro teso che viene prima sfiorato da Cafiero, e poi capitalizzato in rete da Pupeschi sul secondo palo. L’Aquila allora rallenta il ritmo e forse si abbassa un poco troppo. Al 34′ Pejic prova a raddrizzare la gara con un destro che lambisce il palo lontano. Poi al 40′ Farroni non trattiene la punizione di Margarita e Santoro per poco non ne approfitta. In pieno recupero Nyang scappa via a Pupeschi e dalla destra mette in mezzo basso per Santoro che di destro fulmina Farroni. 

L’AQUILA-AGNONESE 2-1

MARCATORI Boldrini su rigore al 14′, Pupeschi al 24′, Santoro al 47′ s.t. 

L’AQUILA (3-4-3) Farroni; Cafiero, Esposito, Pupeschi; Marra (dal 32′ s.t. Di Paolo), Brenci (dal 1′ s.t. Ruci), Steri, Sieno; Valenti (dal 42′ s.t. Ibe), Padovani (dal 20′ s.t. Fabrizi), Boldrini (dal 36′ s.t. Buscè). (Rosanero, Boninsegni, Ibojo, Sbarzella). All. Battistini. 

AGNONESE (4-3-2-1) Faiella; Corbo, Cassese, Rullo, Frabotta; Pejic, Di Lollo (dal 22′ s.t. Ferraro), D’Aversa; Margarita, Cerase (dal 17′ s.t. Nyang); Moreira (dal 39′ s.t. Santoro). (Spadone, Litterio, Guglielmi, Gentile, Caprarola, Ferraro, Ciotoli). All. Bucci.

ARBITRO Sili di Viterbo.

NOTE spettatori 452 (118 abbonati). Ammoniti Pejic, Rullo, Cafiero; angoli 5-5.

Alessandro Fallocco