Boccata d’ossigeno per L’Aquila. Arrivano 35mila euro racimolati all’esito di una soffertissima colletta. L’ex presidente Chiodi, la cui posizione in questi giorni è sempre stata quella di non avere grande liquidità e di esser stato lasciato solo dai suoi ex soci (Mancini a parte, che ha manlevato L’Aquila dal fido Bper), ha tirato fuori 15mila. Il gruppo Rossi/Sbarzella si è sobbarcato 10mila, Aureli ha sollecitato degli sponsor raccogliendo altri 10mila euro.
Con questa somma si farà ora fronte alle impellenze più urgenti, quelle da vertenze che arrivano a giudizio la settimana prossima. Ma è solo un tappo per una falla più grande, perché tra un mese circa staremo nuovamente con l’urgenza di dover affrontare il pagamento di ciò che oggi è stato solo rimandato.
E questo risolleva per l’ennesima volta la necessità di garanzie per il futuro. Sarà sempre una rincorsa continua per ogni mille lire di debito che spunteranno in sede oppure, dignità degli uscenti permettendo, si vuole affrontare la questione con serietà, puntando a garanzie vere e concrete?
Sul tema è forse il caso intervenga nuovamente anche la politica. Perché se ad agosto, con la spinta di un ritiro che doveva necessariamente partire, si ebbe gioco facile nel mettere tutti intorno a un tavolo spuntando un “accordo tra gentiluomini” in cui però l’onore ha presto lasciato il campo ai denari (mancanti), adesso è il caso che si torni sulla questione con altre argomentazioni e una conoscenza diversa delle questioni e dei soggetti.
Intanto la buona notizia è che il versamento odierno dovrebbe sbloccare il pagamento della prima mensilità da parte dei “nuovi”, così da dare anche alla squadra un segnale di fiducia e tranquillità.
Alessandro Fallocco