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L’Aquila, trattativa a un punto di svolta: ora o si chiude o si rompe

De Simoni e Chiodi

Dopo due mesi in cui la parola chiave di una trattativa lunga e intensa è stata domani, non può che arrivare domani, appunto, il giorno della verità. Insomma, siamo arrivati al classico punto di svolta: o si rompe, oppure si chiude. 

A sentire una campana, oggi tutto ciò che poteva esser consegnato è stato recapitato. L’altra, invece, ha preferito tenere spenti i cellulari. Il commercialista Pace ha fornito il bilancio di previsione al 30 giugno (era richiesto il bilancio approvato ma i tempi si sarebbero allungati troppo) ed oggi sembra sia stato sottoscritto da Chiodi e Mancini un documento di sintesi a copertura dei debiti, che poi è stato inviato all’altra parte. 

Il tutto grazie al lavoro di sollecitazione e mediazione tra le parti di Fabrizio Rossi e Massimo De Simoni, oltre che alla consulenza dell’avvocato Gulluni, referente dei legali dei vari attori coinvolti nella trattativa. 

Ad onor del vero, a un certo punto del pomeriggio serpeggiava un certo scetticismo, superato invece in serata da un moderato ottimismo. 

Da pungolo anche l’ interessamento del sindaco Biondi, del vice Liris e dell’assessore Piccinini, in contatto costante con ambo le parti, a cui hanno chiesto di relazionare su ogni passaggio. Al presidente Chiodi, in particolare, hanno chiesto di esibire tutta la documentazione prodotta per la trattativa (l’appuntamento dovrebbe essere per domani pomeriggio) in modo da essere pronti per eventuali cambi di scenario. 

Ma la risposta del gruppo capeggiato da Fioravanti dovrebbe arrivare domani. O si chiude entro 24/48 ore, oppure si dovrà necessariamente passare ad un piano B. Ammesso che esista.

Alessandro Fallocco