Ieri le parole nette di Umberto Fioravanti sulla trattativa per la cessione della maggioranza dell’Aquila calcio (LEGGI QUI), oggi quelle altrettanto cristalline del sindaco Pierluigi Biondi, che rispondendo con grande disponibilità ad atuttocalcio ha voluto indirizzare ad entrambe le parti un concetto chiarissimo.
“Le due parti devono darsi una dead line entro la quale la trattativa deve avere una fine, positiva o negativa che sia – mette subito in chiaro Biondi – Fino a quando c’è una trattativa in corso un sindaco cosa può dire, se non raccomandare urgenza e serietà? Se invece uno sa che la trattativa non è più in piedi, allora possiamo cercare anche di muoverci.”
Proprio ieri a questo giornale, Fioravanti ha dichiarato di poter attendere la documentazione richiesta al massimo fino a fine mese.
È una scadenza pure troppo avanti, avevo chiesto si dessero un termine più stringente. Io credo che in questa fase ognuno debba fare la sua parte, con serietà. Perché se senti l’uno ha dato le più ampie garanzie, se senti l’altro manca ancora gran parte della documentazione giuridica ed economica.
Proprio per questo sui gruppi social dei tifosi rossoblù si è iniziato a chiedere un confronto pubblico. Potrebbe interessarle partecipare?
Mi potrebbe anche interessare, ma non vorrei che si metta in mezzo l’istituzione, aggiungendo un ulteriore interlocutore ad una trattativa che dura da un po’ e che dovrebbe invece avere una scadenza. Anche perché a fine giornata al banco resta la frutta peggiore, mentre una squadra che voglia approcciare con dignità al campionato di serie D, che io sappia, se non è già in ritiro al più tardi partirebbe lunedì.
Come si porrebbe il sindaco nella denegata ipotesi di fallimento della trattativa?
Insieme all’assessore allo sport Piccinini qualche contatto con il mondo dell’imprenditoria locale lo stiamo tenendo, proprio per non farci trovare impreparati all’evenienza. Ma per questo serve un termine di scadenza della trattativa. Sia per superare questa ambiguità di fondo che non consente di avere un quadro chiaro, sia perché se andiamo troppo in là coi tempi magari poi non c’è più la disponibilità di chi vende o la possibilità di poter operare da parte di chi vuole entrare.
Il rischio di finire come il Chieti è dietro l’angolo.
Ripeto, quello che mi preme in questo momento sono i tempi. Perché al netto dei debiti, con un settore giovanile in crescita e uno stadio che è un gioiellino e che secondo me andrebbe messo a rendita, L’Aquila sarebbe senz’altro un club ambito. E il calcio nel Capoluogo d’Abruzzo non può morire così.
Alessandro Fallocco