Nell’ambito dell’inchiesta che atuttocalcio ha condotto pubblicando gli atti processuali dell’assurda vicenda legata alle denunce e all’emissione dei Daspo nei confronti di otto dei tifosi che interruppero l’ormai famigerata conferenza stampa di mister Battistini, terminiamo oggi con la pubblicazione delle sommarie informazioni deposte dal collega del Messaggero, Stefano Dascoli.
Dascoli, a differenza degli esponenti del club (Aureli, Ranucci, Chiodi, Rosone) uditi dalla Questura aquilana, è stato ascoltato l’8 giugno scorso dalla sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza, su delega del pm Picuti. Ne emerge un verbale anni luce lontano dai contenuti e dai toni delle altre deposizioni già pubblicate (LEGGI QUI per Aureli, LEGGI QUI per Ranucci).
“…Confermo che prima dell’inizio della citata conferenza si sono presentati una ventina di tifosi del club – la ricostruzione di Dascoli in Procura – Chiedevano a Rosone Daniela, addetta stampa della società, di chiamare il presidente Chiodi o il direttore generale Aureli Fabio … Aureli telefonava al presidente Chiodi, che era fuori città, e con il telefono cellulare in modalità viva voce avveniva un vivace scambio di opinioni tra diversi tifosi e lo stesso presidente. In sostanza, i tifosi chiedevano al Chiodi di chiarire la sua posizione in merito alla cessione del club a costo zero per gli eventuali acquirenti, più volte da lui stesso paventata in precedenza, e di fare in proposito un comunicato stampa ufficiale ribadendo questa sua volontà. Il Chiodi affermava di non aver problemi a farlo e autorizzava la Rosone e Aureli a compilare il comunicato stampa richiesto dai tifosi. Cosa che poi veniva effettivamente fatta”.
Poi il passaggio sulla domanda chiave, ovvero se avesse riscontrato minacce o pressioni particolari da parte dei tifosi nella richiesta del comunicato stampa.
“L’incontro e la discussione tra i tifosi e la dirigenza dell’Aquila calcio si è svolta in un clima di concitazione ma senza alcun tipo di minaccia, offesa o pressioni tali da indurre qualcuno a fare ciò che non voleva. Infatti, nessuno ha ritenuto di dover avvertire o far intervenire le forze dell’ordine. Chiodi acconsentì subito alla redazione del comunicato stampa e disse chiaramente al direttore generale Aureli di non aver alcun problema a riguardo, avendo già dichiarato in più occasioni la sua volontà di cedere la società senza debiti pregressi”.
Più chiaro di così…
Alessandro Fallocco