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Gir.A. Cesaproba, parola al presidente Durastante

Cinque finali spareggio, quattro vinte. Cesaproba esulta ma pensa anche al futuro e alle sue difficoltà.

Dopo la conquista di un’altra storica salvezza in Prima Categoria, in casa Cesaproba ci si gode questo altro, grande momento di gioia.

Tra poco sarà però già tempo di ripartire, e iniziare a strutturare e progettare quella che sarà la prossima stagione, sia a livello gestionale che di rosa. Ad Atuttocalcio.tv racconta le sue impressioni il presidente biancorosso Francesco Durastante:

Quella con il Magliano è stata la quinta finale spareggio che il Cesaproba ha disputato nel corso delle ultime quattro stagioni sportive, di queste cinque solo la prima, era il 2014, è andata male e decretò la nostra retrocessione al campionato di Terza Categoria.

Da allora solo vittorie, nel 2015 con il Villa Sant’Angelo e poi con lo Za Mariola, con la storica promozione in 1a categoria, mantenuta nel 2016 con la vittoria ottenuta fuori casa contro il Magliano Montevelino.
 
Quest’anno la sorte, dopo un campionato condito da mille problemi, ci ha di nuovo messo di fronte il Magliano, questa volta però tra le mura amiche. 
Per la cronaca la gara non ha avuto storia, la feroce determinazioni dei miei ragazzi ha fatto sì che la pratica fosse chiusa già al 30’ del primo tempo.
La filosofia della Società non cambia, neppure dopo questa ennesima soddisfazione, non poniamo mai nessun traguardo sportivo ai ragazzi, siamo impegnati a fornire e garantire loro momenti di aggregazione, svago e divertimento guidati da sana passione sportiva. Siamo orgogliosi di guidare un gruppo di ragazzi fantastici, prima di tutto amici da sempre, che fanno tanti sacrifici per provare ad essere competitivi con le prime della classe, che lottano e combattono, a volte ad armi impari, ogni domenica per la maglia che indossano.
Finché questo spirito ci sosterrà, finché i ragazzi ci saranno noi, il nostro campionato l’abbiamo già vinto in partenza.
Comunque, il sogno sportivo continua, ma dovrà fare i conti, per il futuro, con le enormi difficoltà economiche in cui si trova la società a seguito della disgregazione sociale dell’intero territorio intervenuta dopo la crisi sismica, per questo confidiamo nella sensibilità delle Istituzioni sportive cui è stato rivolto il grido di aiuto per non far morire il calcio nell’Alta valle dell’Aterno”.