Nuova, simpaticissima pagina (passateci l’ironia, solo questa è rimasta) per la storia dell’Aquila calcio. La mattinata rossoblù è stata infatti animata dal ritorno di cinque dei sei giocatori (sembra mancasse Sembroni) che a marzo decisero di salutare L’Aquila. Nel pomeriggio, per dovere di cronaca, i cinque si sarebbero presentati nuovamente ma senza allenarsi, dopo un colloquio col dg Aureli.
Immediate le reazioni del web e dei gruppi dei tifosi sui social, dove si sono succedute ricostruzioni più e meno fantasiose, condite da quel pizzico di “dalli all’untore” che a qualcuno piace tanto e che spesso finisce per colpire chi rispetto al problema si trova a valle e quasi mai chi si trova a monte.
Cosa è successo? Quando i sei giocatori decisero di andarsene, si sedettero a tavolino con la dirigenza e si stilò una scrittura tra le parti per regolare l’addio, non potendosi operare una rescissione, vista la mancanza di contratto (si tratta pur sempre di dilettanti). Dunque, l’accordo prevedeva da parte dei giocatori la rinuncia alle ultime tre mensilità (marzo, aprile e maggio) e da parte della società il riconoscimento delle mensilità di gennaio e febbraio, da rateizzare in tre versamenti, il primo dei quali da effettuare entro il 10 aprile. A garanzia dell’accordo era stata inserita una clausola che prevedeva, in caso di inadempimento da parte della società, la reintegra dei giocatori (che a quel punto potrebbero vantare la totalità delle proprie spettanze). Ebbene, il pagamento della prima tranche non è avvenuto, dunque di fronte all’inadempimento i giocatori avrebbero semplicemente seguito i termini dell’accordo, presentandosi.
Tornare in città non era senz’altro l’obiettivo dei sei, che vorrebbero semplicemente riconosciuto quanto maturato fino ad una decisione che, seppur discutibile, ha comportato per le casse del club un risparmio considerevole. Che sotto sotto ci sia il tentativo da parte della dirigenza di forzare la mano per provare a spuntare anche le mensilità di gennaio e febbraio, vista la mancanza di tutela contrattuale che pone i giocatori in una posizione senz’altro debole?
D’altronde in questo momento storico la credibilità del club è davvero ridotta ai minimi termini. Ad onor del vero, negli anni della Lega Pro mai è stata inflitta alcuna penalizzazione per mancati pagamenti e, nonostante i ritardi, tutti gli atleti alla fine hanno sempre viste riconosciute tutte le proprie spettanze, anche quelle di colore diverso dal bianco. Così come è vero che nei giorni scorsi è stata saldata una mensilità alla squadra.
Non risponde al vero, invece, il famoso comunicato con cui il club, “nel prendere atto delle dimissioni del tecnico Massimo Morgia e del suo staff”, li ringraziava “per l’impegno profuso augurando loro le migliori fortune professionali comunicando altresì di aver assolto a tutti gli adempimenti pattuiti e ad oggi da loro maturati”. A quanto ne sappiamo, infatti, all’ex tecnico non è stata saldata la mensilità di febbraio, così come avanzano una o due mensilità gli altri componenti dello staff tecnico. Ancor più corposo lo “scoperto” dell’ex ds Battisti. Altrettanto particolare, infine, la situazione dello staff medico, a cui non sarebbero stati riconosciuti i rimborsi spese pattuiti ad inizio stagione.
A questo si aggiunga che, da voci accreditate, una parte dei costi dell’ultima trasferta di Nuoro sarebbero stati anticipati proprio da un dirigente rossoblù, accreditando dunque quanto l’ad Ranucci scrisse nel suo famoso comunicato del 9 febbraio, raccontando urbi et orbi che “a volte in cassa non ci sono le risorse neppure per le più elementari necessità ed il sottoscritto ed il direttore generale non esitano a frugare nelle loro proprie e personali tasche”.
Insomma, nonostante una solidità economica potenziale riconosciuta e mai in discussione, quel navigare a vista che ha contraddistinto soprattutto gli ultimi anni, dopo il patatrac di marzo rischia di avere involuzioni deleterie, soprattutto in chiave futuro. Il tutto mentre in città, sui social e sulla stampa si rincorrono le valutazioni gonfiate di un club che sta vergando nuove, gloriosissime pagine di storia e che gli attuali proprietari dicono di voler cedere, volendo invece vendere.