Nei territori colpiti dal sisma di questa notte ancora si scava e la tragica conta delle vittime continua impietosamente a salire. Alle 3e36 mentre il capoluogo d’Abruzzo si svegliava di soprassalto tornando bruscamente all’ incubo del 6 aprile di sette anni fa, un sisma ugualmente devastante sconvolgeva territori vicini e cari agli aquilani. La parte vecchia di Amatrice, cittadina fino al 1927 in provincia dell’Aquila, non c’è più. In tv scorrono immagini tristemente familiari agli occhi degli aquilani. E allora tornano alla mente l’ hotel ristorante Roma (crollato con tanti turisti all’interno), sede di un paio di ritiri nei recenti anni della storia rossoblù, il sindaco di Amatrice Pirozzi, ex giocatore rossoblù, l’accoglienza da sempre riservata agli aquilani, le tante gite fuori porta e le trasferte gastronomiche che hanno regalato negli ultimi anni un briciolo di normalità a tanti aquilani.
Il sisma ha buttato giù dal letto anche L’Aquila calcio, in gran parte alloggiata proprio negli appartamenti costruiti per i terremotati aquilani. Gli stessi appartamenti che ora il sindaco Cialente vuole mettere a disposizione degli sfollati dell’ultimo sisma. La paura dei rossoblù è corsa sui social, insieme alla voglia di stringersi accanto a chi ha già vissuto questa tragedia e a chi invece sta soffrendo tremendamente in queste ore.
Il primo a postare qualcosa su Facebook è stato l’attaccante Massimo Ganci. Due righe per rassicurare amici e parenti e, allo stesso tempo, esortare a stare vicini ad Amatrice: “Attimi di paura ma per fortuna tutto bene qui all’Aquila. Amatrice ha bisogno di aiuto”.
Poi è stata la volta di mister Morgia: “Un’ora all’aperto insieme a tutti i ragazzi poi io sono rientrato ma ho dovuto prendere Aquila che non voleva venire. Paura? Dormivo e credevo di sognare. Una scossa così tremenda non l’avevo mai sentita – ha scritto il tecnico rossoblù sulla pagina ‘Quelli che…Ci vogliono provare’ – La casa tremava e mi sembrava di essere su una giostra…finita mi sono rimesso a letto ma poi il telefono ha cominciato a suonare e sono sceso. Dove vado mi identifico con la gente e della squadra ne divento il primo tifoso…è stato il mio Battesimo per sentirmi più Aquilano. Vicino a chi purtroppo non ha solo avuto paura ma che ha perso tutto ed ha avuto vittime in famiglia”.
Infine Niccolò Valenti, con un post lungo e riflessivo. “È quando ti trema la terra sotto i piedi che capisci quanto sei insignificante di fronte alla natura…È quando ti trema la terra sotto i piedi che capisci realmente la fortuna di poter vivere questa vita…È quando vedi una signora anziana piangere perché vorrebbe solamente vivere con serenità i suoi ultimi spicchi di vita, che capisci la delicatezza di un essere umano. E, soprattutto, è quando vedi qualcuno che ha già vissuto un disastro come questo, che cerca di farti stare sereno e rassicurarti che capisci quanta forza ha questa gente!”.


Sisma del 24 agosto, per L’Aquila calcio paura e vicinanza. Le reazioni sui social
Morgia: vicini a chi ha perso tutto. Scossa tremenda, il mio battesimo per sentirmi più aquilano