“Da 11 anni porto avanti, con grandi sacrifici, il giocattolo chiamato Virtus Capistrello; continuare in queste condizioni è sempre più dura. L’iscrizione al prossimo campionato, purtroppo, è a rischio”. Queste, davanti ai nostri taccuini, le prime parole del massimo dirigente della Virtus Capistrello Tony Orlandi, personaggio che alla forma preferisce la sostanza. A pochi mesi dalla salvezza conquistata nella finale play out contro il Cese, il n.1 rovetano lancia l’allarme.
“Ad oggi-continua Orlandi-non ci sono le condizioni, sia economiche che tecniche, per andare avanti. Sono, comunque, una persona abituata a lottare e per scongiurare sino all’ultimo l’idea di non vedere la squadra al via del prossimo campionato, in settimana avrò degli incontri con alcune persone; se l’esito degli stessi sarà positivo andremo avanti, altrimenti dopo tanti anni il mio ciclo può definirsi chiuso”.
-Cosa le hanno detto i suoi calciatori?
“Con i ragazzi ho un rapporto bellissimo, che va al di là del calcio. Ad alcuni di essi ho detto che in caso di offerte da parte di altre squadre, di accettare”.
-Da Presidente ha mai avuto un sogno nel cassetto?
-Il calcio dilettantistico, soprattutto in queste categorie, è principalmente un modo per fare aggregazione. Vorrei un giorno poter essere il presidente di una società e di un gruppo di ragazzi che vedano questo sport come impegno sociale”.
-Si spieghi….
“Qui a Capistrello abbiamo sia la Croce Rossa che l’Avis, che quotidianamente fanno del bene. Ebbene vorrei che i miei ragazzi, oltre a quelle della Virtus Capistrello, partecipassero attivamente anche alle attività di queste associazioni. Questo, per Tony Orlandi, sarebbe il successo più importante”.