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La Fermana si coccola il suo bomber: Hernan Molinari. L’intervista

Hernan Rodolfo Molinari è il bomber con la valigia, ma all’Amiternina dicevano: “non corre”.
Hernan Molinari (al centro)

E’ arrivato lo scorso 15 Dicembre dal Jolly Montemurlo, e in una settimana ha portato i canarini dall’Inferno al Paradiso: Hernan Rodolfo Molinari è il bomber con la valigia, adorato in ogni parte d’Italia in virtù di un carattere eccezionale e di numeri da altre categorie.

La Fermana infatti vendicò subito il cruento 0-2 subito in casa dalla Recanatese, andando a vincere per 4-3 sul campo dell’Amiternina, con l’attaccante di La Plata che all’esordio siglò un poker alla sua ex squadra, entrando immediatamente nel cuore sei tifosi gialloblù.

Una media realizzativa impressionante, quella del puntero classe 1982, capace di bucare 227 volte i portieri avversari nei 279 incontri disputati in Italia.

Già 7 le marcature con la maglia del sodalizio di viale Trento, anche se il suo rapporto con il gol è ora momentaneamente interrotto dal 31 Gennaio, quando, nonostante una caviglia non al meglio, un suo gol nella ripresa consentì a Comotto e compagni di sbancare Agnone.

Dopo quella gara, un’elongazione con l’Avezzano lo costrinse ad un mese di stop: in seguito, la grande generosità del rientro anticipato a Castelfidardo, e la sfortuna del doppio legno centrato nell’ultimo turno casalingo con il Fano, prima su punizione e poi su rigore.

 

D: Quanta voglia di tornare a stare bene ed essere decisivo? Quali sono i tuoi obiettivi personali e dove può arrivare secondo te questa Fermana?

 

R: Più che per la mia media personale, mi pesa non aver potuto essere sempre di aiuto ai miei compagni. Sono sicuro che se una delle mie due occasioni domenica scorsa fosse entrata la gara con il Fano la potevamo anche vincere, e per questo mi dispiace ancora di più. Da qualche settimana mi sto allenando davvero bene: ringrazio Mister Jaconi che è stato per me e per noi tutti un vero maestro di calcio, che ci ha insegnato davvero tanto e che ha pagato (come sempre succede nel calcio) un po’ per noi tutti, ma da quando è arrivato anche Mister Destro ci ha subito messo sotto, spingendo ognuno di noi a dare il massimo, e me soprattutto. Erano anni che non correvo così, il nuovo tecnico ha promesso di allungarmi la carriera ed io sono contento che sin dal primo giorno è riuscito a mettere la sua impronta sulla squadra. Ho ancora il sogno di segnare sotto la Duomo, spero di realizzarlo alla prossima in casa: da quando sono arrivato al “Bruno Recchioni”, per me uno degli stadi più belli d’Italia, ho segnato solo una volta, ma non nella porta sotto ai nostri splendidi tifosi. Ci penseremo quando sarà ora: adesso la nostra attenzione è tutta rivolta al Matelica. Siamo una squadra capace di esaltarsi nelle partite più difficili. Mancano ancora 6 gare, e saranno tutti appuntamenti tosti da qui alla fine. Speriamo di fare una bella striscia di risultati positivi. Pensiamo a fare prima possibile, come abbiamo sempre detto, i punti necessari alla matematica salvezza, e poi penseremo a divertirci e cercare qualcosa in più. Domenica saranno i biancorossi ad avere qualcosa da perdere più di noi: noi abbiamo lavorato tanto e bene, sia a livello mentale che fisico, andremo convinti dei nostri mezzi rispettando un avversario ad oggi secondo in classifica, ben consapevoli che per noi ce la giochiamo alla pari.

 

D: Come è stato il tuo approccio all’ambiente canarino, alla città, alla squadra e ai suoi tifosi?

 

R: Mi hanno fatto sentire a casa sin dalla prima ora. Mi sono trovato non bene, benissimo. Erano anni che si parlava di un mio arrivo a Fermo, ma per un motivo o per l’altro, la trattativa non era mai iniziata. Io volevo giocare qua e lo avevo detto da subito. I tifosi non ci hanno mai fatto mancare la loro presenza e il loro incitamento, anche quando la classifica non era rosea e questo la dice lunga sul loro attaccamento a questi colori. Un attaccamento che mi piace e che spero di ripagare ogni giorno. Adesso è troppo presto per pensare al futuro, dobbiamo concentrarsi su questa ultima parte: spero comunque di indossare questa maglia anche nella prossima stagione. Vedremo come andranno le cose, con il massimo rispetto del volere dei questa splendida Società.

 

D: Racconta qualcosa di te: atleta e squadra del cuore? Piatto, libro e film preferito? Passioni oltre il calcio?

 

R: Faccio il tifo per l’Estudiantes, il mio idolo è Veron, eroe assoluto per me. Cinema e lettura sono tra le mie passioni: uno dei film visti recentemente che più mi è piaciuto è stato “Febbre da cavallo”, mentre tra i libri non posso non citare “ La quinta montagna” di Paulo Coelho. In Italia, adoro fare colazione: trovo magnifico il rito del cornetto e cappuccino al bar, accompagnato dalla lettura dei quotidiani. La musica e il ballo fanno parte di me: ritengo che nella vita bisogna ridere e divertirsi. E’ la mia filosofia in tutto, anche nel calcio. Se non ti diverti il calcio non serve a nulla e noi che facciamo il lavoro più bello del mondo dovremmo sempre ricordarcene.