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LND: i costi dell’AIA? 40 milioni l’anno. Pacchiano errore anche nell’approvare il nuovo regolamento degli arbitri.

Un errore approvare un regolamento antidemocratico, Tavecchio: “rimedieremo. Il Sistema preferisce tenere la situazione calma per non avere l’AIA, che costa 40 milioni l’anno, in fibrillazione”. 
Il Presidente LND Carlo Tavecchio

Incredibili rivelazioni quelle rilasciate da Carlo Tavecchio in un’intervista per una trasmissione sportiva.

Il Presidente della LND parla dell’AIA e delle recenti modifiche al regolamento elettivo approvate, incredibilmente, a pochi mesi dalle elezioni stesse.

“Un consigliere federale, ex arbitro, mi ha detto che il regolamento era a posto e noi ci siamo fidati”, afferma Tavecchio.

Che solo in seguito si è reso conto del grave errore commesso: “Come può concepirsi un regolamento dove i soggetti che sono stati nominati poi fanno parte di un corpo sociale di elettori?”
Cose che – prosegue Tavecchio, non succedono “neanche in Congo!”
Ciò che sul nostro sito abbiamo denunciato a lungo ora trova conferma nelle dichiarazioni del presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Ma non finisce qui: oltre a ad avere commesso un errore approvando un regolamento antidemocratico, Tavecchio afferma di non poter rimediare all’errore perché “il Sistema preferisce tenere la situazione calma per non avere l’AIA in fibrillazione, cosa che potrebbe creare dei problemi”
Tavecchio è un fiume in piena, e non nasconde di aver tagliato ogni sostentamento all’AIA a livello regionale. “Noi siamo disponibili a rivedere questo atteggiamento, ma prima bisogna sistemare le carte”.

Dopo la questione elettorale, si parla di rimborsi spese. Tavecchio aveva proposto un sistema a cerchi, in modo che i costi rientrassero in un budget contenuto.
Il sistema consisteva nell’obbligare i designatori a designare gli arbitri entro un raggio di km prefissato i base alla categoria (15 km per una terza categoria, 50 km per un’eccellenza ad esempio).
Questo sistema avrebbe consentito di risparmiare parecchi soldi,ma è stato rifiutato perché, secondo l’AIA, non sarebbe stato sempre possibile coprire le gare.
Ma se l’AIA non riesce a trovare un arbitro in circa 500 km quadrati per una gara di eccellenza, o di 150 km quadrati per una gara di terza categoria, allora, secondo Tavecchio, ha fallito.

I costi di gestione dell’AIA sono di 6-7 milioni di euro e contando i costi per coprire le gare si arriva a oltre 40 milioni, “una delle voci più alte di spesa della Federazione”.
Se si riuscisse a utilizzare il sistema a raggio, conclude Tavecchio, si avrebbe un risparmio del 20% che potrebbe anche essere utilizzato per aumentare le tariffe delle diarie arbitrali.

L’Approfondimento.

Il Commissario ad acta della Figc, Giulio Napolitano, ha sciolto le riserve sul nuovo Statuto e, in particolare, ha varato la riduzione a 19 del numero dei consiglieri federali eletti, ripartiti in 6 per la Lega Nazionale Dilettanti, 7 per le leghe professionistiche (3 per la serie A, 1 per la serie B, 3 per la Lega Pro) e 6 per atleti e tecnici, più il presidente.

Dal computo del numero complessivo di 20 consiglieri e’ escluso il presidente dell’Aia: in virtù del combinato disposto dei Principi Fondamentali del Coni e dell’articolo 4, comma 2, del Regolamento sugli arbitri della Fifa, il presidente dell’Associazione italiana arbitri deve considerarsi ex officio membro di diritto del Consiglio Federale, con diritto di voto. Altra novità è l’abrogazione del diritto di veto delle componenti per le modifiche statutarie, che sarà sostituito dall’obbligo di una maggioranza qualificata al 75%.

Il nuovo statuto prevede inoltre la riduzione del numero dei vicepresidenti da 3 a 2 e dei componenti del Comitato di Presidenza, inteso come organo ausiliario del presidente, da 7 a 5. Al presidente federale viene conferita la responsabilità generale della programmazione tecnico sportiva e del buon andamento della Federazione, sotto la vigilanza del Consiglio Federale. Al direttore generale, quale organo di vertice della struttura amministrativa, vengono attribuite le responsabilita’ gestionali e manageriali.