mercoledì 14 aprile 2021

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Eccellenza: l’Abruzzo esige la deroga come la Sardegna per un format a 7

Eccellenza: l’Abruzzo esige la deroga come la Sardegna per un format a 7 Eccellenza: l’Abruzzo esige la deroga come la Sardegna per un format a 7

Dopo la proposta “forte” del presidente Memmo (leggi qui) la speranza di riuscire ad ottenere una deroga per l’Abruzzo sembra prendere quota.

Partiamo da alcuni elementi certi. La nota del presidente Gravina, contente le linee guida per la ripartenza del campionato di Eccellenza (leggi qui), prevede che i Comitati Regionali, entro le ore 15 di oggi - mercoledì 17- , dovranno comunicare in via definitiva alla Lnd i format dei campionati e i relativi calendari delle gare.

Restano 7 le società pronte per ripartire

L’attività di sensibilizzazione portata avanti dalle istituzioni (leggi qui), non ha dato i frutti sperati, e restano 7 le società abruzzesi che ripartiranno: Avezzano Calcio, Capistrello, Chieti FC 1922, Il Delfino Flacco Porto, L'Aquila 1927, Lanciano Calcio 1920, Renato Curi Angolana.

Problema “numero minimo di squadre per ogni girone”

Se la Figc ufficiosamente ha indicato in 10 il numero minimo di squadre per ogni girone, per l’Abruzzo nasce così un problema ed ecco che il presidente Memmo chiederà una deroga, alla LNd prima e alla FIGC poi, sulla possibilità di disputare un campionato tutto abruzzese a 7 con la formula andata e ritorno (leggi qui).

La deroga, è l’unica soluzione, che può effettivamente tutelare il calcio di Eccellenza abruzzese anche perché il CrAbruzzo, ad oggi, non ha la possibilità, prevista da Gravina, di “organizzare con altri Comitati Regionali” un torneo di Eccellenza con minimo 10 squadre.

Sguardo interregionale

Come abbiamo anticipato l’11 marzo (leggi qui) a livello nazionale dovrebbero essere 276 le società che non vogliono ripartire e 262 che preferiscono riiniziare a giocare.

Cosa succede nelle regioni confinanti con l’Abruzzo?

Nelle Marche, su 18 società, sono favorevoli alla ripresa 12 club ed organizzeranno un torneo tutto marchigiano; stessa cosa nel Lazio ma sul piede di tre gironi: su 48 team, favorevoli alla ripresa sono 33 i club; in Umbria tutte le società non vogliono scendere in campo e per tanto il Campionato è finito in anticipo; in Molise andrà in scena un girone tutto molisano essendo 12 le società favorevoli alla ripresa.

Ragionando con questi numeri e sui format che i singoli Comitati presenteranno alla LND e poi alla Federcalcio l’Abruzzo è di fatto isolata e resta una “isola” in mezzo ad altre regioni che hanno più di 10 società che vogliono giocare.

A proposito di isole, cosa succede in Sardegna?

Anche la ripartenza in Sardegna è a forte rischio essendo solo 8 le società che vogliono ripartire, ma vista l'impossibilità di poter unire i club isolani con altre regioni, il Cr sardo otterrà una deroga al numero che per ora resta otto così come capita per le squadre Juniores dei club sardi di serie D che partecipano al campionato Nazionale con un girone regionale. Sembrerebbe che l’ 8 marzo (leggi qui) in occasione della visita istituzione di Gabriele Gravina in Sardegna, il presidente sardo Gianni Cadoni e il vicario Roberto Desini, si siano “accreditati” per tempo proprio per ottenere questa deroga. Insomma il lavoro paga.

L’Abruzzo, a questo punto, bene ha fatto nel chiedere la deroga. Si inserirebbe sulla scia della Sardegna, ed otterrebbe cosi un lasciapassare che garantirebbe agli abruzzesi un format unico nel panorama nazionale e soprattutto una promozione, per la vincete della competizione, in Serie D... Figc, Lnd e pandemia permettendo. 




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