giovedì 25 febbraio 2021

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Amarcord. Intervista ad Omar Bologna:'Il calcio? Ricordi indelebili'

Amarcord. Intervista ad Omar Bologna:'Il calcio? Ricordi indelebili' Amarcord. Intervista ad Omar Bologna:'Il calcio? Ricordi indelebili'

La tecnica sopraffina di cui era dotato, abbinata ad una buona dose di umiltà, ne hanno fatto uno dei (se non il pù) calciatori aquilani più forti dell'ultimo ventennio. Parliamo di Omar Bologna, attaccante classe '76, con alle spalle una vita spesa sui campi dei campionati dilettantistici. Nel calcio, si sà, la componente fortuna gioca un ruolo determinante e quest'ultima, probabilmente, è stata l'unico tassello mancante al puzzle della sua carriera. Per saperne di più, noi di Atuttocalcio.tv, tornando alle nostre origini, abbiamo voluto sottoporre l'ex attaccante ad alcune domande. Scopriamo cosa ci ha risposto.

-Bologna, che ricordi ha del calcio?

"Bellissimi. Ripenso spesso alle tante esperienze vissute, soprattutto quella con la casacca dell'Amiternina, nei primi anni 2000, con dei compagni molto forti, quali Massimiliano Bizzini, Marco Sperandio, Massimiliano Capulli ed Agostino Patrignani. Oggi, sono sicuro, militerebbero in categorie importanti. Di quel periodo ricordo altresì la stoffa che iniziava ad intravedersi in alcuni ragazzini che, successivamente, si sarebbero affermati: su tutti Simone Gizzi, David e Lukasz Lenart, Cavalli, Jacopo Esposito e Luca Mazza".

-C'è oggi un nuovo Omar Bologna?

"E' una domanda alla quale non saprei rispondere. Va detto che il calcio nel corso degli anni è cambiato ed oggi, in molti casi, al calcio i ragazzi preferiscono altre distrazioni. Ai miei tempi, invece, si giocava per pura passione".

-Qual'è stato il momento più bello della sua carriera?

"Il gol del 2-1 contro il Cese, che regalò all'Amiternina l'approdo nel torneo di Promozione".

-L'allenatore con il quale ha legato di più?

"Ho sempre avuto buoni rapporti con tutti, ma se dovessi scegliere opterei per Giuseppe Ciccone e Marco Proia".

-Pensa di aver ricevuto meno di quanto avrebbe meritato?

"Nel calcio, come nella vita, credo che la fortuna bisogna anche andarsela a cercare. Ad oggi, sinceramente, posso dire di aver ricevuto il giusto".

-Le piacerebbe tornare nel calcio, magari nelle vesti di allenatore?

"Sono sicuro di non essere portato per quel ruolo (ride). Scherzi a parte, qualora ne avessi la possibilità, mi pacerebbe ricoprire un ruolo da "dietro le quinte". Magari a livello organizzativo o dirigenziale".

-In bocca al lupo!

"Crepi. Grazie".

Francesco Scamurra






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