lunedì 25 gennaio 2021

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Elezione Campania.Duro e preciso attacco di Cirillo alla gestione Zigarelli

Elezione Campania.Duro e preciso attacco di Cirillo alla gestione Zigarelli Elezione Campania.Duro e preciso attacco di Cirillo alla gestione Zigarelli

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’avv. Vincenzo Cirillo (in foto), aspirante candidato alla presidenza del C.R. Campania, che è solo l'ultimo atto di una intensa battaglia legale e di Lega:

“Nella serata di venerdì, 8 gennaio 2021, abbiamo assistito all’ennesimo tentativo di un colpo di mano da parte del Comitato regionale campano. L’ultimo, in ordine di tempo, la convocazione dell’Assemblea di Domenica 10 Gennaio 2021 che non si terrà più al Palasport di Avellino ma attraverso una votazione con modalità telematiche che, definire “farlocca”, è puro eufemismo. Il Comunicato Ufficiale è, appunto, quello n.56 di Venerdì 8 Gennaio 2021.

E’ bene sottolineare subito che, aimè, il Prefetto di Avellino è dovuto intervenire di nuovo per annullare l’assemblea in presenza, programmata per il 10 gennaio, dopo aver annullato quella del 4 gennaio.

In pratica a meno di 36 ore dal voto il Comitato Regionale comunica che le Società voteranno “online” con un regolamento arruffato, che non garantirà nessuna certezza del voto e, come dimostreremo in tutte le sedi di giustizia, senza alcuna garanzia di correttezza e trasparenza. Il regolamento per la votazione in modalità telematica deve essere licenziato da chi lo vuole adottare, almeno un mese prima, per dar modo alle società e agli addetti ai lavori, di conoscerlo e di poterlo utilizzare al meglio. Vi è di più. Per votare le società devono possedere tutte una pec ufficiale, cosa che in Campania non esiste. Pensate che se una società non può votare perché non in possesso di una pec, di fatto, le viene negato il diritto di esprimere il voto.

Un mappazzone incredibile, come direbbe un noto chef, ed una forzatura che viola in maniera assoluta qualsiasi diritto di partecipazione regolare e corretto.

Noi denunciamo con forza questo modus agendi e queste forzature che vanno al di là di ogni logica sportiva, e fosse anche di politica sportiva.

E’ un modus agendi che di trasparente non ha nulla, ma che evidenzia un’ansia da prestazione dei protagonisti di questa vicenda. Di cosa hanno paura nel non rispettare le regole più elementari. Comprendiamo benissimo, come già da noi denunciato pubblicamente che c’è un attaccamento alle poltrone che portano, economicamente vantaggi in danno delle società campane.

Ma questa è la punta di un iceberg.

Ma andiamo con ordine per spiegare alle Società e a tutto il mondo del calcio dilettantistico campano, ma anche nazionale, come viene “gestito” il voto che permette ai protagonisti di garantirsi le poltrone dei vari Comitati Regionali e l’elezione dei Delegati Assembleari che poi dovranno votare per il Presidente della LND e che successivamente rappresenteranno il famoso 34% che viene utilizzato in occasione dell’elezione del Presidente FIGC.

Facciamo un piccolo inciso. Mai come in questa tornata, in tutte le regioni si sono presentati candidati sfidanti degli attuali presidenti, e mai era accaduto che a parte la Lombardia, nessuno sia riuscito a raccogliere le adesioni.

Dicevamo, in tutti i Comitati Regionali della LND si stanno tenendo le Assemblee che devono eleggere il Presidente del Comitato Regionale, il Consiglio Direttivo, il Responsabile Regionale del Calcio Femminile, il Responsabile Regionale del Calcio a 5 e i Delegati Assembleari che partecipano alle Elezioni del Presidente della LND e a quelle del Presidente della FIGC.

Il primo aspetto riguarda le Società ammesse al voto. Con un regolamento votato circa un anno fa dalla stessa LND sono ammesse al voto solo le Società che hanno almeno 1 anno di anzianità e che sono iscritte al Registro Coni. In pratica molte Società “storiche” non voteranno mentre tante piccole Società che magari partecipano con una squadra Under 18 ai campionati sono ammesse l voto. Questa “scrematura” ha ridotto il numero delle Società a 423 di cui 11 del Calcio Femminile, 75 del Calcio a 5 e circa 335 le Società di Calcio a 11.

Per potersi candidare alla Presidenza, sempre per un Regolamento approvato dalla LND, bisogna presentare almeno 100 designazioni di Società che nel caso specifico della Campania significa circa il 25% degli aventi diritto. Per fare un esempio in una città di 50.000 abitanti chi si è candidato a Sindaco doveva raccogliere circa 70 firme. Da regolamento della LND ne avrebbe dovuto raccogliere circa 10.000.

Ma non solo: mentre per tutte le elezioni esiste un tetto massime di firme da poter raccogliere per potersi candidare, il regolamento della LND prevede che un candidato può raccogliere anche tutte le firme, non permettendo a nessun altro di poter partecipare.

Questo è il motivo perché in tanti Comitati Regionali i candidati della “rocchia” di Sibilia non hanno avversari; è questo è il motivo per il quale il sottoscritto non è riuscito a candidarsi. Con varie “metodologie” le Società campane hanno dovuto consegnare la designazione di candidatura ai “galoppini” di Sibilia, Zigarelli e Tambaro. Molte Società non conoscono nemmeno di cosa stiamo parlando e di come si vota. Tantissime Società non conoscono nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio Direttivo e i candidati a Delegati Assembleari.

Questa la fase preparatoria. Ma veniamo al giorno dell’Assemblea. Sempre secondo il regolamento della LND l’Assemblea è valida se alla prima convocazione partecipano il 50% + 1 degli aventi diritti al voto, mentre alla seconda l’Assemblea è valida con un terzo degli aventi diritti. In pratica in Campania con 144 Società è possibile decidere il destino del calcio dilettantistico. Se poi aggiungiamo la “farsa” della Delega ad altra Società il quadro si completa. Infatti, spesso, al momento della raccolta delle designazioni i “galoppini” di Sibilia, Zigarelli e Tambaro raccolgono anche la Delega al voto in bianco ad altra Società. Quindi bastano che 80/90 Società sono presenti e altre 70/80 hanno “delegato” quelle presenti ecco che il numero legale è raggiunto e vengono eletti ,spesso, per alzata di mano.

Con l’elezione “online” di Domenica 10 Gennaio l’Assemblea diventa ancora più “farlocca”. Per poter votare le Società devono collegarsi e registrarsi alla piattaforma messa a disposizione dalla LND. Coloro che possono votare sono i Presidenti di Società o un altro Dirigente avente diritto ma comunque “censito” tra i Dirigenti. Tutti siamo a conoscenza che spesso e volentieri la posta elettronica, il telefono e i recapiti della Società non sono del Presidente della Società ma del “segretario” che spesso non è censito tra i Dirigenti e in qualche caso “cura” la parte burocratica di più Società.

Nel caso dell’Assemblea online di Domenica 10 Gennaio potrebbe succedere che tanti “incaricati” e galoppini si collegheranno al posto dei loro Presidenti e non essendo ammessa questa modalità saranno tantissime le Società che saranno colpite da deferimenti federali e denunce alla magistratura ordinaria.

Tutto questo per permettere in Campania a chi gestisce attualmente il Comitato, di gestire il calcio campano per altri 4 anni e permettere a 6 Delegati assembleari, che nessuno conosce, di partecipare alle Elezioni del Presidente della LND il prossimo 6 Febbraio e alle Elezioni della FIGC il prossimo 22 Febbraio. Tutto questo replicato in tutte le Regioni d’Italia permette a chi è a noi noto, di controllare i Comitati Regionali ma soprattutto di schierare 91 Delegati Assembleari alle Elezioni del Presidente della FIGC. I 91 delegati che poi compongono il famoso 34% .

Abbiamo, così, voluto portare a conoscenza delle ignare società, e all’attenzione dell’opinione pubblica, un metodo di gestione del potere nel calcio, che nulla ha a che fare con il bene del calcio e delle società dilettantistiche, mortificando, continuamente, le reali risorse ed appasionati sparsi in tutte le regioni d’Italia.

Continueremo a denunciare tutto ciò, e la novità di oggi è che non siamo più soli, ma daremo battaglia insieme a tante persone appasionate che in questo momento, come noi, stanno difendendo i territori delle loro regioni, con forza. E’ una battaglia che insieme ad amici di altre regioni, porteremo avanti fino a quando non avremo restituito alle società dilettantistiche un calcio fatto di regole trasparenti per tutte, ed un calcio fatto di programmi, idee innovative e sviluppo concreto, senza badare a quel famoso 34, aimè, per cento”.

Avv. Vincenzo Cirillo

Ma chi è Vincenzo Cirillo ? 

57enne avvocato di Frattamaggiore, che ha iniziato il suo percorso in FIGC nel lontano 1983 da arbitro, cinque anni fino alla D poi fischietto al chiodo e dal 1995 fino al 2011 ha ricoperto ruoli importanti nell’ambito della giustizia sportiva (primo e secondo grado, tribunale federale ndr). Uno studioso dei codici, legato alle norme e alla loro corretta interpretazione che ben conosce le dinamiche politiche e sportive interne al mondo del calcio. Negli ultimi anni è stato, e lo sarà anche nel 2021, nella commissione esame avvocati presso la Corte d’Appello di Napoli.

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