giovedì 24 settembre 2020

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Raccontiamoli: Mario Molinaro

Raccontiamoli: Mario Molinaro Raccontiamoli: Mario Molinaro

Nei primi sette articoli della nostra rubrica “Raccontiamoli”, abbiamo parlato delle gesta e delle curiosità di attaccanti. Il discorso è prettamente fisiologico, visto che i vari cannonieri o fantasisti con il fiuto del gol, grazie alle loro marcature decidono match e campionati. In molti casi però è proprio un non gol a regalare emozioni. Quel non gol, spesso non è un gol, perché respinto dal prodigio di un uomo con i guantoni. A volte sono i portieri a decidere una gara e a prendersi la scena dei numeri 9 e dei numeri 10 e ad essere un numero 1 a tutti gli effetti. Ne sa qualcosa Mario Molinaro.

Estremo difensore di lungo corso, classe ‘78. Nativo di Sulmona e difeso i pali di svariate compagini peligne come lo stesso Sulmona in Eccellenza, il San Nicola in Prima, Promozione ed Eccellenza, l’Aurora Sulmona, Bugnara e l’ Introdacqua. Molinaro è il classico portiere che fa dormire sonni tranquilli a suoi compagni di squadra. Una punizione da distanza ravvicinata o un frenetico contropiede non preoccupano. C’è Mario tranquilli. Mai una delusione, anche quando decise di scendere in Terza Categoria. Nella stagione16/17 era in forza al Capestrano, miglior difesa del torneo. Che campionato quello. I guerrieri sembravano destinati a vincere il girone. Poi il crollo e il sorpasso dell’Ovidiana. Biancorossi che commisero alcuni passi falsi e non riuscirono a chiudere il campionato. E allora si decise tutto nello spareggio di Fossa. Molinaro sulmonese, si ritrovò di fronte la squadra della sua città, che tante volte ha difeso. Vinsero i peligni per 1-0, ma il portiere fu incolpevole.

La stagione da eroe avvenne nel 18/19 con la maglia della Federlibertas Bugnara, squadra con cui ci aveva già giocato in passato ed era ritornato nell’estate del 2017. Da dove cominciare? Bisogna ritornare a Fossa. Mario ci ritorna proprio dopo lo spareggio perso nel 2017. Stavolta l’ avversario è la Valle Aterno.    Nel primo tempo ai padroni di casa viene  concesso un calcio di rigore.Dal dischetto va Fatigati, Molinaro respinge il penalty. E i più pignoli diranno, “si, per carità, un rigore parato è sempre una gran cosa, ma non è la prima volta che accade.” E infatti non ne para uno in quella partita. Ne para due. Il Bugnara vince per 2-1, visto che oltre ad avere un gran portiere, ha anche un grande attaccante come Andrea Crugnale che a Fossa fa doppietta. La partita è agli sgoccioli, ma ci sarebbe ancora tempo per i giallorossi di pareggiare, magari perché no, attraverso la concessione di un altro calcio di rigore. È quello che succede. Stavolta dagli undici metri, ci va Ciro Carrato. Un innato numero 10, indiscusso palleggiatore e specialista di calci piazzati. Uno insomma, che generalmente non sbaglia i calci di rigore. E invece, proprio sul finire della gara, Molinaro si mette di traverso; secondo rigore parato di giornata e tre punti in direzione Valle Peligna.

Anche la nobile decaduta L’Aquila, si accorgerà di Molinaro. I peligni il 16 gennaio affrontano la corazzata del capoluogo, vogliosa di diventare campione d’inverno proprio quel giorno. È un infrasettimanale e generalmente in Prima Categoria, non è semplice riuscire a trovare tutti a disposizione di mercoledì. I peligni dalla loro hanno diverse assenze. Nel giro di 20 minuti L’Aquila va vicino al gol in tre occasioni: prima con Maisto, poi con Zazzara e infine con Zanon. Molinaro le blocca tutte. In tribuna c’è un rumoroso bisbigliare tra i vari tifosi rossoblù. Volevano capire chi fosse quel numero uno tanto prodigioso, dove avesse giocato prima, se lo avevano incontrato in precedenza da qualche altra parte. Per la cronaca, L’Aquila vincerà 5-0, ma il passivo poteva essere molto più cospicuo. Mancano tre minuti alla fine, Casanova decide di sostituirlo. La risposta del tifo aquilano è commovente: tutti in piedi ad applaudirlo. Una doverosa standing ovation, forse anche inaspettata. Di campi Mario ne ha solcati tanti, ma un po di emozione nel suo volto la si leggeva.

 In genere le storie da raccontare sono sempre tre. Ecco l’ ultima. 24 febbraio del 2019. Riofreddo, provincia di Roma. Un po lontano da Sulmona e dintorni. La Federlibertas Bugnara affronta il Real Carsoli.  I bianco celesti, sono in vantaggio per 0-1, ma succede un inconveniente. Molinaro si frattura la mano destra. Non esattamente un dettaglio per un portiere. Non è un problema. Qualche anno fa cambiarono il regolamento permettendo 5 sostituzioni per squadra. Invece si, è un problema. Il Bugnara non ha il portiere di riserva. Molinaro stringe i denti e si fa tutta la ripresa con la mano fratturata, usando solo la mano sinistra. Il sulmonese è oltremodo superlativo: due interventi decisivi col piede e uno con la mano funzionante. Finisce 0-2 per gli ospiti.

 Se dunque pensate che in una squadra, il portiere è importante fino ad un certo punto, bene ricordatevi di quella stagione e di cosa fece questo numero uno. In tutti i sensi.

 Pierluigi Trombetta




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