Thursday 02 July 2020

scritto da .

Papponetti: lancia il fondo SalvaSocietà e scuote il calcio abruzzese

Antonio Papponetti Antonio Papponetti

A fronte dell’emergenza pandemica che sta coinvolgendo l’Italia molti si domandano cosa succederà nel mondo del calcio. In Abruzzo in tanti si interrogano sulle sorti dei vari campionati dilettantistici e sono molte le iniziative che abbiamo lanciato per capire cosa succederà. Per saggiar gli umori dei diretti interessati e degli appassionati abbiamo lanciato un sondaggio (clicca qui per dire la tua votando), oppure il format #Atuttocasa (clicca qui per ascoltare le interviste in videochat al DS dell'Asd Sambuceto Calcio, Nicola Zirpolo, l'ex calciatore del Paterno Calcio, Pippo Ciurlia e l'esterno dell' ASD Fucense Trasacco, Vinicio Paris). Per adesso chi ha il potere decisionale sul calcio, la LND -Comitato regionale Abruzzo presieduto da Daniele Ortolano, attende segnali dalla Lega Nazionale così come abbiamo riportato in quest’articolo (clicca qui).

Posizione, quest’ultima, che non è piaciuta affatto a Antonio Papponetti (in foto) - ha ricoperto importanti e prestigiosi incarichi nazionali e regionali: Presidente nazionale Settore giovanile e scolastico, Consigliere Federale nazionale, Vice Presidente del Settore Tecnico a Coverciano con Presidente Azeglio Vicini,  Presidente del Comitato Abruzzo LND-  che critica duramente la posizione troppo attendista, quasi immobile, della LND Abruzzo e lancia molti spunti di riflessione ed un piano d’azione contraddistinto da un grosso supporto economico alla società e a tutto il mondo del calcio abruzzese.

“Il Coronavirus ha colpito il mondo del calcio dilettantistico e giovanile aggiungendo ulteriori difficoltà a quelle già esistenti. La Lega Nazionale e i Comitati sono ancora divisi su come procedere per la loro attività, e in alcuni Comitati si raccolgono i pareri delle società attraverso video conferenze, dibattiti sui quotidiani e praticamente si cercano decisioni condivise. C’è dell’attivismo, l’istituzione che governa il calcio stimola un confronto pubblico, mentre in Abruzzo prevale l’atteggiamento attendista, solo dichiarazioni e per lo più in coincidenza con sollecitazione giunte tramite interventi sui social o anche attraverso la vostra testa” – così inizia Papponetti che continua- “Il presidente pro tempore del Comitato Abruzzo in queste sue uscite generalizza sulle modalità di aiuti senza proporre o ipotizzare un piano per risolvere le criticità che attanaglieranno le società alla ripresa (clicca qui per approfondimenti); quindi non vuole gestire la crisi ma si è messo bellamente alla finestra, attendendo che qualcosa succeda.

A fronte di una situazione che vede il crollo delle entrate relative alle sponsorizzazioni a causa della crisi degli  imprenditori preoccupati per le loro aziende, mancati ricavi dalle manifestazioni estive ci saranno gli enormi costi imprevisti che ricadranno sulle società per la sanificazione degli spazi dell’attività, dei mezzi di trasporto, di tamponi e visite mediche da effettuare, rette delle scuole calcio richieste e/o da restituire ai genitori per mancanza di attività e comunque da scontare nelle rette della prossima stagione. Ed in questo contesto raccolgo con forza il grido d’allarme lanciato dal presidente nazionale della LND, Cosimo Sibilla, che afferma “Servono contributi alle società dilettantistiche altrimenti rischiamo di perdere sino 20.000 società”. In attesa del sostegno degli Enti da più parti evocato, oggi si ha solo certezza dei 70 milioni di euro che il Governo ha messo a disposizione del CONI – SPORT E SALUTE per le attività delle discipline dilettantistiche. “

Ha in mente un “piano Marshall” per aiutare il calcio d’Abruzzo?

A fronte dell’immobilismo dell’amico Ortolano a cui lasciai la presidenza della LND Abruzzo si sono tante iniziative di basso impatto che possono essere perseguite per sostenere i dirigenti in questa fase di criticità e quindi non rischiare di far sparire molte società calcistiche abruzzesi:

1)      non far pagare le tasse di iscrizione per la prossima stagione;

2)      diminuire sensibilmente il costo dei cartellini e dell’assicurazione (coinvolgendo anche la Società assicurativa);

3)      bloccare l’anno degli under alla stagione 2019/2020;

4)      restituire e accreditare sul conto delle società i costi di questi quattro mesi di inattività con pro-rate della     tassa d’iscrizione, delle spese per il cartellino e dall’assicurazione;

5)      contattare chi fornisce servizi per un risparmio sui consumi di elettricità, acqua e gas che costituiscono costi fissi per la gestione societaria;

Tutte queste iniziative potrebbero confluire nell’istituendo FONDO SALVASOCIETA’.

 

Tutto molto bello, ma chi governa la macchina della LND potrebbe obiettare: con quali risorse economiche si può sostenere tutto ciò?

Provo ad individuare le piege del bilancio da dove prenderle:

1)      la LND Nazionale afferma che la virtuosa gestione della contabilità negli ultimi anni ha portato utili significativi… basterebbe dare una sbirciatina ai bilanci. Non è forse questo il momento di metterli a disposizione dei dirigenti di società poiché sono utili derivanti dalle somme versate da quest’ultimi o si aspetta che il mondo del calcio scompaia?

2)      la LND utilizzando gli aiuti previsti dal decreto per il Coronavirus ha posto i 350 dipendenti, della sede nazionale e delle sedi periferiche di tutta Italia, in cassa integrazione ordinaria per nove settimane ottenendo un risparmio di una somma superiore ai 2 milioni di euro per il mancato pagamento degli stipendi e degli oneri aggiuntivi; risorse economiche provenienti dallo Stato e previste per le imprese in crisi. Sono altri soldi;

3)      La LND ed i Comitati potrebbero tagliare le indennità e ridurre i rimborsi spese dei presidenti, dei consiglieri e dei 2000 collaboratori nazionali e regionali, individuare risparmi su affitti e spese telefoniche e far sparire le figure che da troppo tempo vivono e arrotondano sui costi di gestione e quindi sulle società;

4)      Per scendere sul territorio a noi caro ricordo che il Comitato Abruzzo della LND ha “chiusi in fondo in un cassetto” da tantissimi anni un po’ più di 1 milione di euro, quasi tutti maturati durante la mia presidenza, che devono servire per l’acquisto della nuova sede “occupata” ma ad oggi non ancora acquistata eppure si continua a pagare alla LND un affitto di euro 40.000 annui (circa 3.300 euro al mese). Considerata l’emergenza può mettere a disposizione delle società parte della somma, pretendendo un forte sconto sul prezzo d’affitto, - non possono tirare la cinghia sempre le società- e posticipare l’acquisto della sede su cui si potrebbero avanzare opinioni diverse sul modo di come si è operato, ma questo è argomento che va analizzato in futuro.

Internamente al sistema calcio dilettantistico ci sono tante risorse, si devono solo trovare, ma occorrono idee, progetti, una visione, uno slancio ed anche un po’ di coraggio. A tutto questo si possono aggiungere le risorse economiche provenienti dalla FIGC. Ma attendere l’aiuto da parte degli Enti regionali e locali sarà molto complicato. Faccio fatica a pensare che arrivino importanti risorse, dalle Regioni, dai Comuni, per far ripartire il calcio dilettantistico quando dovranno fronteggiare le difficoltà economica di un intero sistema Paese. Per concludere, stare fermi ad attendere che Roma decida è la scelta più sbagliata. Non vorrei che questo immobilismo sia sfrutto di una strategia precisa per agevolare la chiamata romana per la poltrona nazionale tanto ricercata e richiesta."




© riproduzione riservata