lunedì 21 ottobre 2019

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L’Aquila - San Gregorio, le interviste.

L’Aquila - San Gregorio, le interviste. L’Aquila - San Gregorio, le interviste.

“Eravamo stanchi, l’infrasettimanale con un giorno in meno di riposo non è facile per nessuno - la prima considerazione in sala stampa di mister Roberto De Angelis - Loro sono stati più bravi, c’è poco da dire. Avessimo avuto forse due cambi in più potevamo fare meglio. Ma va bene così, alla fine ci ha battuto una corazzata e rimaniamo comunque là sopra in classifica.

Oggi non potevamo fare di più, poi in questo campo enorme credo sia difficile per tutti. Abbiamo preso il primo gol su una nostra ingenuità, il secondo con una deviazione. Come l’avevamo preparata? La partita nostra era quella, ci dovevamo chiudere e ripartire. Loro sono bravi, ma fuori casa sarà difficile per loro riuscire a giocare così. In un campo come il nostro difficilmente loro potrebbero giocare così e noi difenderci così. Se il San Gregorio è forte? Lo abbiamo dimostrato andando in vantaggio. Abbiamo affrontato due partite difficili in tre giorni, ne abbiamo vinta una e perso un’altra. Adesso dobbiamo ricaricare le pile per un’altra battaglia contro una squadra di categoria come l’Amiternina”.

“La partita l’abbiamo giocata benino - analizza Roberto Cappellacci - D’altronde in casa abbiamo già detto che le prestazioni sono sempre decenti. Oggi abbiamo ripetuto una buona partita, ma contro una squadra forte. Siamo stati bravi perchè siamo andati in svantaggio e poi abbiamo recuperato con un pizzico di fortuna. Era difficile, alla vigilia non ero sicuro di vincerla. 

I cambi? Rampini era affaticato, c’era già nei nostri piani di far entrare Pizzola. De Marco aveva presa una brutta botta, poi Massaroni sta entrando bene. Santarelli poteva iniziare anche dall’inizio. Perciò il triplo cambio è stato una coincidenza, non chissà quale strategia.

Maisto largo? L’abbiamo preparata così, con La Selva e Maisto larghi per giocare su avversari bravi ma forse meno esperti di altri e per consentire gli inserimenti di Di Norcia, che è uno che può reggere botta là davanti.

La reazione? Non era facile ribaltarla. Sentiamo sempre dire che siamo L’Aquila, ma contro una squadra così forte non era facile. Non siamo una corazzata e la partita la rimetti solo se non hai nervosismo e la fretta di buttarla là davanti. 

Il campionato è equilibrato in alto. Ci sono 7/8 squadre che giocheranno per il vertice, gli altri si dovranno dividere la metà classifica e la lotta per non retrocedere. Noi non siamo contentissimi di come siamo partiti. Forse abbiamo fatto pure più punti di quelli che meritiamo - conclude Cappellacci - Perciò per noi è importante non stare a metà classifica per rimanere là sopra in attesa di migliorare”.

Alessandro Fallocco




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