mercoledì 22 maggio 2019

Prima Categoria

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Prima A: finisce una stagione particolare…

Prima A: finisce una stagione particolare… Prima A: finisce una stagione particolare…

Dopo 34 partite, la stagione 2018/2019 volge al termine. E in attesa dei play off e dei play out, è giunto il momento di analizzare un campionato diverso rispetto agli altri.

Un campionato bello o brutto? Particolare.

Meno combattuto rispetto al solito, visto che si dava per certa la vittoria de L’Aquila e tanto è stato. Così come  era certo l’ ultimo posto dopo il ritiro della Virtus Pratola. La situazione più interessante riguardava la lotta per la salvezza diretta, oltre a capire se il San Benedetto Venere avrebbe fatto o meno i play off, cosa che prima della leggera flessione delle ultime giornate da parte dei lupi era abbastanza scontato. Tanti gli episodi positivi ammirati in questa stagione, altrettanti quelli negativi.

Le cose belle.

Di certo a prescindere se sia stato un campionato stimolante o meno ha regalato forti emozioni. La bella giornata di festa a  Oricola nella sfida tra il Real Carsoli e L’Aquila può essere un esempio, con i sostenitori carseolani a cantare assieme ai supporters’ s rossoblù. E come dimenticare il “Branco” del San Benedetto, che arrivò al Gran Sasso-Acconcia ( per l’ occasione venne aperta la curva nord,  prima e unica volta della stagione) gridando “salutate la capolista”. E poco importa se quella partita finì 7-2 per L’Aquila, perché quel coro vuoi o non vuoi resterà nella storia. Il rigore parato da Mastracci a Maisto in Villa-L’ Aquila al 93’ per poi ritrovarsi tutti assieme a mangiarsi un bel piatto di polenta. Le belle rimonte del Genzano e del Barrea, la doppietta del mister del San Francesco Marco Proia che nella sfida contro la Virtus Pratola va a cambiare completamente l’ inerzia della gara. Per non parlare dei 100 e passa gol messi a segno dal capitano dell’ Atletico Civitella Roveto Francesco Tolli ritornato a giocare dopo essere stato fermo a lungo per un grave infortunio. Meritano una doverosa citazione anche Occhiuzzi del Villa San Sebastiano, Martini del San Benedetto e Marco Sperandio capitano del Villa Sant' Angelo. Giocatori non più giovanissimi ma che hanno mostrato la voglia e la grinta dei ventenni. E poi c’è Mario Molinaro; l’ estremo difensore del Bugnara che con una mano fuori uso fù decisivo nella partita contro il Real Carsoli, usando solo la mano sinistra. Concludiamo ritornando al Gran Sasso-Acconcia per quello che è stato forse il momento più toccante della stagione: il saluto della tifoseria aquilana alla giovane mamma cesaprobana Serena Durastante, che come purtroppo noto è scomparsa  per un fatale incidente stradale. I 10 minuti di silenzio da parte dei Rbe in segno di lutto e i ringraziamenti di persona da parte della stessa famiglia Durastante ai tifosi sul finale di gara sono stati momenti di grande commozione.

Le cose brutte.  Citando Blade Runner: “Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare”. E in effetti alcuni episodi prima di questa stagione non si erano mai visti in Prima categoria. È stato il campionato con più partite giocate in campo neutro, e non solamente negli incontri con L’Aquila. Purtroppo la nota dolente riguarda la sconfitta a tavolino dell’ Atletico Civitella Roveto nonostante la società abbia proposto svariate soluzioni ma che per un motivo o per un altro non erano possibili. Probabilmente se quella famosa riunione al Coni con la Figc Abruzzo  per capire come le società dovevano muoversi, fosse stata fatta non dopo la sconfitta a tavolino, ma prima della 1^ giornata di campionato, forse alcuni fatti incresciosi sarebbero stati evitati. Ad un certo punto addirittura nella marsica era diventato un’ impresa trovare un impianto sportivo per giocare a calcio. Porte chiuse a Tagliacozzo, Villa San Sebastiano e Civitella Roveto, il Celano costretto per un periodo a giocare a Magliano o a Canistro, il Plus Ultra a Collelongo ed è ancora indelebile  l’ immagine dei cancelli chiusi del comunale di Trasacco. E addirittura anche il Manfredo Profeta che può usufruire della tribuna ospiti, a causa del certificato antincendio è risultato per poco tempo poter essere idoneo per soli 100 spettatori. E sia chiaro, sulla salute delle persone non ci si può scherzare, quindi è doveroso accertarsi sulla agibilità o meno di un impianto. Trovare un momento più opportuno sarebbe stato meglio, e forse qualche occhio di troppo in passato è stato chiuso.

L’ Aquila, “la squadra di categorie superiori”.

Se si guardano le varie trasmissioni televisive del calcio dilettantistico abruzzese, la denominazione maggiormente abusata per indicare L’Aquila è la “squadra di categorie superiori”. E per quanto appare scontato e ripetitivo pronunciarlo, è vero. Forse lo ha dimostrato proprio con le piccole. Pareggiare con il San Benedetto o perdere con il Pizzoli in una stagione ci può anche stare, ma con le squadre in lotta per salvarsi, L’Aquila non ha mai sbagliato un colpo. Le altre squadre di vertice qualche piccolo e giustificato passo falso lo hanno commesso, almeno nel girone di andata. Il Pizzoli ha perso a San Pelino, il Celano ha Scoppito contro il Genzano, il San Benedetto pareggiò a Goriano Sicoli contro la Virtus Pratola.

E se non ci fosse stata L’Aquila?

Alzi la mano chi non ha mai pronunciato questa frase? E chi lo ha fatto in chiave Pizzoli? Effettivamente i numeri degli uomini di Pierpaolo Rotili non sono da seconda classificata: 83 punti, 101 gol fatti e l’unica squadra capace di battere L’Aquila. Anche se il Celano ha dimostrato comunque di essere un avversario di pari livello, sia negli scontri diretti ( entrambi finiti in parità), sia nei numeri. Questo perché se i pizzolani hanno segnato tanto, i castellani hanno subito pochissimo: appena 17 gol. Per questo i play off saranno una storia a se e dove il San Benedetto dirà la sua. Peccato solo non si disputi nella sua completezza. Resta  comunque un campionato sopra le righe per la Federlbertas Bugnara, per il Plus Ultra e per le due Ville. Tranquillo il campionato per il Real Carsoli che era partito benissimo e che poi ha avuto una flessione nel girone di ritorno. Obiettivo raggiunto anche per le due neopromosse San Francesco e Civitella Roveto (che dopo la sconfitta a tavolino è riuscita a fare gruppo e a concludere al meglio la stagione), e anche per la Valle Aterno Fossa nonostante una stagione con alti e bassi. Sospiro di sollievo per il San Pelino, per il Genzano e per il Barrea che tutti davano ormai in seconda categoria, ma che non ha mai mollato. Il Cesaproba ha concluso a testa alta e in fase play out potrà ancora dire la sua contro il Tagliacozzo, avendo a disposizione due risultati su tre ed essendo ormai un’ esperta di questa fase eliminatoria.

Pierluigi Trombetta




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