domenica 24 giugno 2018

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Francesco Marino: bilancio a 360°della carriera

Francesco Marino: bilancio a 360°della carriera Francesco Marino: bilancio a 360°della carriera

Francesco Marino, nella stagione appena trascorsa direttore sportivo del Francavilla 1927 (campionato serie D), già osservatore in Serie A con il Livorno dal 2002 al 2007; con lo stesso incarico sempre nella massima serie con Parma, Cesena e dal 2012 al 2014 con il Pescara in B e poi in serie A. Osservatore e consulente in serie C con il Lanciano (2006 e poi nel 2010), Cavese, Martina, Benevento e Ternana in B nel 2015.

- Direttore, tanti anni nel calcio, un numero imprecisato di partite viste, tantissimi calciatori segnalati: qual è stato quello che le ha dato maggiore soddisfazione?

"Ad oggi sarebbe facile dire Immobile e Politano al Pescara o Vrsaljko, Brozovic, Cancelo, D'Ambrosio o Matri...forse tra i tanti quello che mi ha dato maggiore soddisfazione (probabilmente perché e' stato uno dei primi giocatori visonati che mi sono preso la responsabilita' di segnalare) e' stato Knezevic un difensore croato che andai a vedere personalmente quando giocava nel Rijeka: all'epoca lavoravo nel Livorno; fu preso e dopo appena due ottimi tornei di serie A fu ceduto per 6,5 mln alla Juventus allenata all'epoca da Ranieri. Comunque, al di la di questi e tantissimi altri nomi, direi che negli anni ho avuto la fortuna di poter vedere moltissimi giocatori promettenti sia in Italia che all'estero".

 

- Come mai dopo tante e gratificanti esperienze in serie A, in serie B e all'estero ha deciso di accettare di lavorare in una categoria nuova e sconosciuta per lei , come la serie D?

"Effettivamente quando nei primi giorni dello scorso agosto sono stato chiamato da Giacomo Ortolano e dall'ingegner Candeloro per gestire il Francavilla che si apprestava ad essere ripescata in serie D ho avuto qualche comprensibile e naturale momento di riflessione che poi e' stato superato dalla voglia e dal desiderio di costruire e creare qualcosa di importante a casa mia cioe' a Francavilla: questo sentimento per la squadra della mia citta' e' stato piu' forte di qualsiasi dubbio o tentennamento".

 

- Alla luce di queste considerazioni quindi come valuta quest'ultimo segmento calcistico della sua carriera?

"E' stata un'esperienza fantastica sia sotto l'aspetto emotivo, per i motivi che illustravo sopra cioe' il fatto di lavorare e rappresentare la squadra della mia citta' che tornava a giocare D dopo oltre quarantanni sia sotto l'aspetto professionale perché questa esperienza mi ha consentito di poter studiare, approfondire e misurarmi in  una categoria come la serie D che appunto conoscevo poco e di farlo anche con un ruolo di grande importanza e responsabilita' come quello del direttore sportivo. E' stato fatto un lavoro imponente ed importante che ha portato il Francavilla ad essere un'entita' calcistica assolutamente importante soprattutto considerando che siamo partiti da zero se non da sotto zero dato che il giorno del raduno allo stadio non c'era ancora nulla...e non parlo di giocatori ma proprio di attrezzature con uno stato di degrado fuori da ogni normale previsione".

 

- Qual è stata la prima cosa che lei ha voluto realizzare?

"Non un aspetto materiale ma un'aspirazione morale cioe' riconsegnare a Francavilla una dignita' calcistica smarrita da troppi anni... cosa che e' stata possibile da realizzare grazie all'appoggio fondamentale del presidente Candeloro che ha finanziato e supportato questo progetto di rinascita,  grazie a tutti quelli che mi hanno affiancato in questa avventura come Giacomo Ortolano, come lo staff tecnico capeggiato dal mister Iervese e da tutti coloro che hanno dedicato tantissime ore delle loro giornate alla rinascita del Francavilla".

 

- Tornando all'inizio, dove la situazione era abbastanza problematica, visto il grave ritardo con il quale il Francavilla è partito, cosa l’ha spinta ad accettare l’incarico ?

"Sicuramente il progetto triennale che mi e' stato proposto da presidente il quale (visto l'enorme ritardo col quale eravamo partiti) mi aveva chiesto di consolidare la categoria nel primo anno dandoci come primo step il mercato di dicembre per poi verificare la possibilita' di toglierci delle soddisfazioni in questo campionato pensando pero' gia' al campionato successivo perché nel suo e nel nostro "business-plain calcistico" il secondo anno doveva gia' essere quello in cui provare ad essere competitivi e provare a vincere; credo che in questo campionato abbiamo rispettato in pieno le promesse anche se il traguardo dei play-off era un obiettivo in cui io ed anche lo staff tecnico credevamo molto: ritengo che se non avessimo avuto una sequela interminabile di infortuni e problemi li avremmo centrati senza alcun dubbio e li avremmo largamente meritati perché la squadra ha mostrato nel corso di tutto il corso del torneo un livello di gioco davvero al di sopra della media anche probabilmente tra i migliori della categoria stessa".

 

- Se potesse tornare indietro cosa c'e' che non rifarebbe?

"Innanzitutto non credo si possa tornare indietro e poi non avrebbe alcun senso adesso a "bocce ferme" dire cosa non rifarei: certamente ci sono state situazioni che esulano dal contesto puramente calcistico che non accetterei piu' dato che a livello interno della societa' nell'assestamento strutturale iniziale ci sono state problematiche relative ad alcuni personaggi che poi sono stati mandati via che hanno ostacolato la crescita naturale della societa' stessa  con i quali mi sono spesso scontrato mettendoci faccia e reputazione perché in effetti loro non avevano assolutamente a cuore le sorti della squadra e della societa' Francavilla ma avevano altri obiettivi...ma al di la' di questo credo di aver operato nella massima trasparenza e linearita' cercando di costruire per il Francavilla qualcosa di duraturo e solido: ritengo che tutti insieme abbiamo fatto davvero un bel lavoro peraltro riconosciuto da tutti, presidente ed addetti ai lavori anche di ambito non abruzzese cosa che mi ha fatto molto piacere".

 

- Riprendendo il discorso delle scelte fatte sono arrivati giocatori nuovi per il girone F  giocatori provenienti da altre regioni che mai avevano giocato in queste zone.

"Mi rendo conto che in D si cerca soprattutto di prendere giocatori della zona o che comunque abbiano gia' giocato nella regione o nel girone stesso, ma ho cercato di andare su elementi che conoscevo dai tempi dei settori giovanili tipo Sembroni,Palumbo, Zerbo o Banegas che seguivo dai tempi della Lega Pro all'Albinoleffe o anche lo stesso Aleksic che conoscevo ed apprezzavo dai tempi del suo arrivo in Italia qualche anno fa, Romeo che avevo visto nelle giovanili del Lecce e lo stesso Velardi che aveva giocato giovanissimo nel Pescara negli anni della serie C".

 

-Come si e' lasciato col presidente Candeloro e c'e' la possibilita' di un suo ripensamento?

"Col presidente ci siamo lasciati in eccellenti rapporti: lui stimandomi come persona e come professionista ha cercato in tutti i modi di trattenermi anche affidandomi un ruolo ancora più prestigioso e responsabilizzante quale quello di direttore generale con maggiori poteri ed anche con una gratificazione economica migliore, ma io non me la sono sentita di ricominciare daccapo dopo che avevo lavorato in modo molto assiduo sullo sviluppo di un progetto triennale appunto che oggi non esiste più per volere della proprietà; al di la di questo pero' credo che ora il Francavilla abbia basi solidissime per poter crescere e per potersi affermare, cosa che il presidente ha detto a chiare lettere cioe' di avere nel prossimo campionato l'obiettivo dichiarato di migliorare il risultato gia' molto importante da noi raggiunto lo scorso anno tra mille difficolta': infatti chi e' arrivato al posto mio oggi trova gli strumenti ed un'organizzazione degna e solida per fare molto bene potendo raggiungere facilmente risultati ambiziosi e doverosi che la storia del Francavilla merita certamente. Quanto poi all'ipotesi di un ripensamento dico che chi mi conosce bene sa che una volta presa una decisione poi non torno certo indietro salvo che non cambino radicalmente i presupposti che mi hanno portato alla decisione di lasciare: come gia' osservato col presidente il rapporto e' ottimo quindi nessuno sa se in un futuro vicino o lontano non si possa tornare a lavorare insieme...l'importante sara' essere chiari in aspettative e soprattutto obiettivi! Ad oggi auguro al Francavilla, da francavillese e da tifoso del Francavilla le migliori fortune possibili!

 

-Adesso quale sarà il futuro di Francesco Marino ?

"Per adesso sto metabolizzando l’addio al Francavilla che è ancora di fresca data, alla squadra giallorossa ho dato anima e corpo, le voci sono tante anche di squadre professionistiche, di concreto per adesso niente, di certo in questa categoria accetterò un progetto serio e ambizioso".

Maurizio Flacco




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